Messico
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Autori: Gian Andrea Pagnoni, Nicola Piffanelli
Foto: Gian Andrea Pagnoni
Aggiornamenti di: Iria Servizi, Gian Andrea Pagnoni
ultimo aggiornamento: 15/11/2010
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Uno straordinario crogiolo di culture e di bellezze naturali a cavallo del Tropico del Cancro.
Non si può raccontare il Messico: si deve credere nel Messico, con passione, con rabbia, con totale abbandono, dice il personaggio di un romanzo di Carlos Fuentes, il più celebre e amato scrittore messicano vivente. Terra d'estremi, dove tutto é in apparenza eterno e al tempo stesso in frenetica evoluzione e capace d'improvvise eruzioni per noi inaspettate.
Anche se la maggior parte dei viaggiatori resta sedotta dai maestosi monumenti maya ed aztechi, per i curiosi il Messico è un’ inesauribile fonte di meraviglie che trova il principale punto d'avvio proprio nel suo popolo, drammaticamente attaccato alla vita e gioiosamente innamorato della morte tanto da poterlo definire surreale.
Come conseguenza di una topografia e geografia estremamente varie, il Messico è un Paese molto diversificato sotto tutti i punti di vista.
Per questo gli appassionati naturalisti dovranno venire più volte per poter visitare le numerose riserve della biosfera presenti in Messico con flora e fauna quanto mai varia: dai giaguari, scimmie urlatrici e coccodrilli delle foreste pluviali ai pellicani e fenicotteri che sorvolano le mangrovie costiere, alla flora dei deserti e ai leoni marini delle coste del Pacifico.
Gli amanti di storia e archeologia troveranno impossibile non visitare i numerosissimi siti maya e aztechi perché Chichen Itza, Uxmal, Palenque, Tenochitlàn sono solo i più famosi di una miriade di siti sparsi per il Paese tra deserti e foreste pluviali.
Detentori di questa storia affascinante sono le popolazioni maya del sud, ancora attaccate ai riti che mescolano pratiche animistiche a porzioni di fede cristiana introdotta dai conquistadores.
Il Messico offre ovviamente anche momenti di svago per trascorrere una rilassante vacanza di mare sulle coste del Pacifico alla scoperta della Ruta de l'Indipendencia o dello Yucatan, lungo la Riviera Maya.
In definitiva, qualunque sia il vostro tipo di interesse, in Messico troverete quello che cercate: sta a voi scoprirlo tra deserti, foreste, vulcani, spiagge bianche, resti di civiltà scomparse e popolazioni tradizionali.
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Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Non necessario per permanenze inferiori ai 3 mesi
Passaporto Necessario, con validità di almeno 6 mesi dalla data di entrata
Vaccino Febbre Gialla Non necessaria
Profilassi Antimalarica Consigliata
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato
Vaccino Antitifico Consigliato
Burocrazia e visti
Per entrare in Messico per turismo ai cittadini italiani basta il passaporto con validità residua di almeno 3 mesi.
(Avvertenza: se fate scalo negli Stati Uniti è necessario essere in possesso di passaporto a lettura ottica).
Non sono necessari visti per permanenze turisitiche inferiori ai 3 mesi, basta che compiliate la tarjeta de turista (FMT) rilasciata durante il volo dalla compagnia aerea e convalidata dalle autorità di frontiera. La tarjeta dovrà poi essere riconsegnata alla dogana al momento della partenza, se la smarrite potreste dover pagare una sanzione pecuniaria.
Il visto è invece obbligatorio per coloro che si recano nel Paese per motivi diversi da quelli turistici (studio, lavoro, affari) e dev'essere richiesto presso i Consolati messicani in Italia.
Vaccinazioni
Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria.
In Messico il tifo è molto comune e l'epatite A è diffusa. Consigliate in genere le vaccinazioni antitifica e contro l'epatite A, contro l'epatite B per chi sosta a lungo.
Il rischio di malaria (quasi esclusivamente nella forma benigna da Plasmodium vivax) esiste per tutto l'anno in alcune zone rurali con elevata umidità per la presenza di zone umide o foreste pluviali. Rischio alto di trasmissione in alcune località degli stati di: Chiapas, Quintana Roo, Sinaloa e Tabasco. Rischio moderato negli stati di Chihuahua, Durango, Nayarit, Oaxaca e Sonora. Il rischio è basso negli stati di: Campeche, Guerrero, Michoacàn e Jalisco. Ricordarsi di usare sulla pelle repellenti contro le punture di zanzare, vestiario che non lasci troppo scoperti gli arti, insetticidi, zanzariere.
Profilassi raccomandata nelle zone a rischio (Clorochina), verificare dal proprio medico o presso un centro specializzato eventuali controindicazioni personali.
Ora
Il Messico abbraccia 3 fusi orari differenti.
L'Hora Oficial de Pacifico comprende la zona della Bassa California e comporta 9 ore in meno rispetto all'Italia;.
l'Hora Oficial de las Montanas comprende la zona della Bassa California del Sud, Chiuahua, Nayarit, Sinaloa e Sonora e comporta 8 ore in meno rispetto all'Italia;
l'Hora Oficial del Centro comprende la zona di Città del Messico e comporta 7 ore in meno rispetto all'Italia.
Il Messico adotta l'ora legale, quindi il fuso orario nei confronti del nostro Paese resta tale tutto l'anno.
Quando andare
Il Messico è visitato durante durante tutto l'anno (sugli altopiani in maggio-ottobre e nelle zone costiere in ottobre-maggio), ma l'alta stagione si concentra nel periodo meno piovoso (dicembre-marzo) quando massima è l'affluenza nelle località balneari come Cancun o Acapulco e quando altrettanto massimi saranno i prezzi: dicembre è il mese più affollato dell'anno.
Marzo è un ottimo mese e ideale è novembre quando le piogge (maggio-ottobre) sono finite e la stagione di punta deve ancora iniziare.
Va ricordato che l'area meridionale del Messico (Yucatan e Chiapas) presenta spesso rovesci temporaleschi anche nella stagione secca di ottobre-maggio cui seguono quasi immediatamente cieli rischiarati e tersi).
Durante la stagione delle piogge (maggio-ottobre e in particolare agosto-settembre) bisogna fare attenzione alle previsioni se si frequentano le zone meridionali di foresta pluviale perché spesso le strade sono fangose e difficilmente agibili.
Il mese di settembre è considerato il più a rischio per quanto riguarda gli uragani. Le zone solitamente colpite da tali fenomeni sono tutta la costa del Pacifico, il Golfo del Messico, la penisola dello Yucatan e, in generale, il sud-est del Paese.
Il clima di Città del Messico, situata ad oltre 2200 m sopra il livello del mare, è temperato con precipitazioni periodiche. L'altezza e l'alto tasso di inquinamento (soprattutto marzo-aprile-maggio) consigliano cautela a chi ha problemi cardiocircolatori e di respirazione.
Durante i mesi che vanno da giugno a novembre, le giornate sono caratterizzate da mattinate soleggiate con progressivi annuvolamenti e temporali pomeridiani e serali.
Per i restanti mesi dell'anno il clima si presenta estremamente secco.
La temperatura massima nel periodo delle piogge e di 25°C, con elevatissima umidità (sensazione percepita: oltre 30°C), per raggiungere poi nelle ore notturne un valore minimo che va dai 7° ai 10°C. Durante il periodo secco la temperatura supera abbondantemente i 30 °C nelle ore più calde, mentre la notte si registra un forte sbalzo di temperatura con valori che possono raggiungere i 4°-6°C.
Quanto stare
Un gran numero di turisti italiani si riversa tutto l'anno lungo la Riviera Maya, in particolare Cancun e Playa del Carmen mentre Acapulco è una meta più frequentata da americani. Per una vacanza di solo mare i pacchetti sono generalmente di una o due settimane.
Per la visita del Paese, data la sua dimensione, bisogna starci a lungo o fare delle scelte e magari tornarci.
15 giorni sono il minimo per dedicarsi anche solo alla visita approfondita di una zona (Città del Messico e dintorni, Costa pacifica e Baja California, Yukatan e Chiapas, ecc.) o ad una tipologia di interesse (es. siti maya, riserve naturali, etnie).
Per farsi un'idea più generale del Paese servono almeno tre settimane nelle quali è possibile seguire il percorso classico da Città del Messico a Cancun lasciando spazio ad eventuali deviazioni per interessi specifici o per alcuni giorni di relax sulla costa.
Consigliamo di optare per un programma poco rigido, sia per potersi riprendere dai lunghi trasferimenti sia per poter gustare pienamente l'atmosfera di paesaggi, luoghi e incontri che, potete starne certi, si riveleranno interessantissimi.
Da mettere in valigia
Dizionario spagnolo di conversazione (pochissimi parlano inglese!), medicinali, sacco a pelo per chi viaggia con mezzi pubblici (nei pullman notturni e sul treno Chepe fa molto freddo), una torcia (in molte località la notte tolgono la luce), un adattatore per le prese elettriche a due lamelle piatte (tipo americano), abbigliamento pratico ed informale, felpa termica, k-way (in estate piove spessissimo e anche durante il resto dell'anno sono possibili brevi rovesci), antirepellente per zanzare, lozione solare ad altissima protezione.
Elettricità
La corrente ha un voltaggio inferiore all'Italia (vedi sotto), e quindi è da tenere presente che i tempi di ricarica delle batterie sono maggiori e la potenza di alcuni strumenti elettrici è inferiore. In generale non ci sono problemi, ma è bene informarsi sul tipo di strumento per l'eventuale necessità del trasformatore (per alcune marche di cellulari). Spesso gli hotel di lusso hanno invece impianti a 220 volt.
In alcune zone del Paese sono abbastanza frequenti le interruzioni dell'energia elettrica (portarsi una torcia elettrica).
É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese ( Messico) abbiamo un voltaggio di 120 V con una frequenza di 60 Hz , e le seguenti prese:
Americana a 2 contatti
Indirizzi utili
Burocrazia e Visti
Ambasciata del Messico Via Lazzaro Spallanzani 16, Roma
tel: 06 441151, fax: 06 4403876
tel 2: 06 44251990
posta elettronica: emexpart@tin.it
Ambasciata Italiana in Messico Av. de las Palmas 1994, Colonia Lomas de Chapultep, Città del Messico
tel: +52 55-55963655, fax: +52 55-55967710
numero di cellulare: 5554372596 (in caso di emergenza)
posta elettronica: segreteria.messico@esteri.it
sito web: www.ambcittadelmessico.esteri.it/Ambasciata_Cittadelmessico
Consolati onorari a: altre informazioni utili: Cancun, Guadalajara, Monterrey, Queretaro, Tampico, Veracruz; Vice Consolati onorari ad Acapulco, Puebla; Agenzie consolari onorarie a Oaxaca e Tijuana
Consolato del Messico in Italia Via S. Quintino 32, Torino
tel: 011-546955
Consolato del Messico in Italia Via Solferino 26, Bologna
tel: 051-6447829
Consolato del Messico in Italia Via Arte della Lana, Firenze
tel: 055-217831
Consolato del Messico in Italia Largo Sermoneta 22, Napoli
tel: 08-15751185
Consolato del Messico in Italia Via Amari 40, Palermo
tel: 09-1587144
Consolato del Messico in Italia S. Marta, Punto franco fabbr. 17, Venezia
tel: 041-2712642
Turismo e Cultura
Association des Hotels et Motel mexicains Thiers 83, Colonia Anzurez, Città del Messico
tel: 55-52030466
sito web: www.hotelesenmexico.com.mx/
Associazione degli ostelli della gioventù Insurgentes Sur 1510 D, Città del Messico
tel: 5-6628244, fax: 5-6631556
Ufficio per il Turismo Via Barberini 3, Roma
tel: 06-4872182, fax: 06-483630
tel 2: 06-4827160, tel 3: num. verde 0080011112266
sito web: www.visitmexico.com/
Ufficio turismo messicano Presidente Mazaryck 172, Colonia Chapultepec Moral, Città del Messico
tel: 55-30026300
sito web: www.sectur.gob.mx/
Sanità e Sicurezza
Emergenze tel: 066
tel 2: 01800 00 41300 (numero verde)
altre informazioni utili: In caso di emergenze, aggressioni, incidenti. Attivo su tutto il territorio
Polizia turistica tel: 061
Pronto Intervento e Polizia tel: 06 da qualsiasi località del Messico senza alcun p
Soccorso stradale tel: 55-54886600 (a Città del Messico)
tel 2: 01800522624357 (nel resto del Paese)
soccorso stradale del Ministero del Turismo tel: 55-52508221 (servizio gratuito 24 h su 24 in alta
Come arrivare
Il modo più comodo e veloce per arrivare in Messico è ovviamente l'aereo.
Non esistono collegamenti diretti da Milano/Roma con Città del Messico, ogni compagnia di bandiera prevede uno o più scali.
Aeromexico (www.vamos.it), compagnia di bandiera messicana, arriva ogni giorno a Città del Messico via Madrid. Anche Iberia (www.iberia.com) offre collegamenti quotidiani dalle principali città italiane via Madrid o Barcellona.
Il costo dei voli di linea può oscillare dai 470 agli 840 euro, molto dipende dal periodo prescelto e dalle offerte lanciate sul mercato dalle varie compagnie aeree.
Ci sono invece voli charter diretti da Milano/Roma/Bologna per Cancun (i costi dipendono molto dalla stagione; www.air-europa.com; www.bluepanorama.com).
Una buona soluzione per risparmiare significativamente sul costo del biglietto è trovare uno dei numerosi lastminute o fly and drive sulle mete balneari più conosciute come Cancun, Acapulco e Playa del Carmen. Spesso questi pacchetti charter offrono anche una prima notte di soggiorno in un hotel all'arrivo, dopo di che potrete tranquillamente organizzarvi la vacanza in libertà.
Una limitazione a questo tipo di soluzione è la durata del viaggio: generalmente infatti si trovano pacchetti di una o due settimane (anche se è possibile richiedere alcuni giorni prima, una settimana in più in caso si sia liberato il posto sul volo di ritorno).
Tasse di ingresso-imbarco
Non c'è alcuna tassa di ingresso, ma esiste una tassa sui voli internazionali in partenza per il Messico (circa USD 25) di solito compresa nel prezzo del biglietto emesso in Italia.
Le tasse aeroportuali sono sempre da pagarsi in loco: 23 dollari per le partenze internazionali e 15 dollari + 5 di tasse per quelle nazionali.
Per le modalità di pagamento va ritirato un formulario presso gli uffici aeroportuali di Emigraciòn mentre bisogna pagare presso lo sportello bancario dell'aeroporto.
Attenzione! Se la tassa di soggiorno non è già inclusa nel biglietto aereo (sigla UK), all'uscita dal Paese (prima del chek in o alla frontiera) si dovranno pagare 290 pesos, o 25 USD o 23 euro (i minori di due anni non pagano). Il pagamento va fatto in contanti per cui è opportuno tenersi il denaro o prelevare con la carta di credito dai bancomat all'aeroporto.
In caso di perdita della forma migratoria (FMT) non va pagata alcuna multa se sul biglietto aereo è presente la sigla UK, altrimenti si pagano 412 pesos.
Cosa vedere e cosa fare
Il Messico offre una moltitudine di opportunità per tutti i gusti, dai paesaggi desertici del nord alle foreste pluviali del sud, dalle coste con barriere coralline dell'Atlantico alle acque mosse del Pacifico, dai siti archeologici maya e aztechi alle popolazioni indigene del Chiapas con i loro riti che mescolano la tradizione animistica locale del sacrificio con la devozione cristiana ai santi.
Archeologia e storia
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Palenque, Chiapas. Di questa estesa città maya è stato portato alla luce solo il 5% in superficie, ma è uno dei siti più importanti del Messico e sicuramente il principale del Chiapas
Messico vuol dire anche cultura e quindi musei: da non perdere nella capitale Città del Messico il Museo de Arte Moderno con opere di artisti messicani di questo secolo. Qui si viene soprattutto per tre grandi protagonisti del moralismo: Diego Ravera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros oltre ad altri nomi celebri, da Rufino Tamayo a Frida Khalo. Inoltre il Museo Nacional de Antropologia con la più spettacolare collezione archeologica del mondo, fondamentale per capire le civiltà che hanno attraversato il Paese nel periodo antecedente all'invasione spagnola: Olmechi, Zapotechi, Huaxtechi, Toltechi, Maya e Aztechi. Il pezzo più celebre, diventato il simbolo stesso del museo, è la Pietra del Sole, lo stupefacente calendario azteco scolpito su un monolito di 24 tonnellate.
Per riprendere la storia nel momento in cui il Museo di Antropologia l'aveva conclusa, il Museo Nacional de Historia espone le vicende della conquista spagnola fino alla rivoluzione del 1911-17.
Tra gli altri musei sparsi in altre città si segnalano il Museo Antropologico di Mérida, il Museo y Casa Diego Rivera a Guanajuato, il Museo Frida Kahlo di Coyoacàn e il Museo Regional di Oaxaca.
Sempre vicino al centro è ciò che resta della capitale dell'Impero atzeco Tenochtitlan, meravigliosa città che aveva lasciato basiti gli Spagnoli, giunti qui nel XVI sec. A 50 km da Città del Messico è Teotihuacan la più grande città del Messico antico con la famosa e imponente Piramide del Sole (terza piramide del mondo) e il Templo de Quetzalcoatl.
Tra Cancun e Mérida si trova Chichén Itzà, sviluppato su un'area di 300 ettari, racchiude i resti di una città maya che prosperò dal IX al XII sec. d.C. ed è il sito archeologico più famoso e visitato del Messico. A sud di Merida è Uxmal, che merita indubbiamente una visita approfondita con la sua Piramide dell'indovino, la più straordinaria di tutte le piramidi messicane, che si innalza con una stupefacente angolazione dalla sua base ovale fino a un tempio che si trova a circa 30 m dal suolo, con un'ampia ma terribilmente ripida scalinata su ogni lato.
Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km da Cancun, si incontra il sito di Tulum posto su una scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya.
Avvertenza
Per la visita ai siti archeologici più famosi tenete presente che sono presi d'assalto dai gruppi di turisti organizzati che però arrivano dalle 10.30 del mattino e non si trattengono mai oltre le 15.30 del pomeriggio. Pianificare quindi la vostra visita prima o dopo questi orari vi farà vedere i luoghi sotto un'altra luce; inoltre, di prima mattina o al tramonto, la calura non è soffocante e la scalata alle piramidi è meno faticosa essendoci sempre almeno un lato in piena ombra.
Le scalinate di alcune piramidi sono impressionantemente ripide e la discesa può talvolta incutere un po' di timore: un buon metodo è quello di scendere non in linea retta, ma in leggere diagonali come se doveste sciare.
E' bene anche sapere che presso i più importanti siti archeologici potete trovare sempre un deposito bagagli gratuito: la cosa è molto comoda se la visita al sito è solo una tappa del vostro viaggio.
Ricordate che i musei non sono più gratuiti la domenica e che per tutti i musei e siti statali si paga un biglietto di ingresso di 38 pesos (circa 3,5 dollari).
Infine ricordiamo che da alcuni anni non si può salire sulla quasi totalità delle piramidi in Messico, questo in seguito alla morte di turisti in conseguenza della notevole ripidità delle gradinate. Raccomandiamo, per le piramidi e templi su cui si può ancora salire (es. Palenque), di fare molta attenzione, soprattutto mentre si cammina in alto osservando il panorama e durante la discesa.
Baja California
Tra gennaio e aprile, nelle tiepide acque della Baja California arrivano le balene e le gigantesche balenottere azzurre. Qui svernano, si accoppiano e partoriscono e, a fine stagione, i cuccioli si avvicinano incuriositi alle barche permettendo incontri ravvicinati. Le zone migliori per osservarle da vicino sono Bahia Sebastian Vizcaino, Laguna San Ignacio e Bahia Magdalena.
Divertimento e relax
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
I Cenote, grotte carsiche scavate dall'acqua nel calcare, erano il baricentro di sviluppo delle popolazioni maya. Nella foto un cenote utilizzato per fini turistici vicino a Chichen Itza.
Gli appassionati di mare e vita da spiaggia troveranno il loro paradiso sulla costa sud dell'Oceano Pacifico. E' in questa striscia di terra che si trovano le più famose località balneari del Messico a cominciare da Acapulco, luogo di spiagge immortalate in decine di film, di locali notturni e di clavadistas, i famosi tuffatori che si gettano dalla scogliera di La Quebrada in un canale stretto e roccioso. Più a nord di Acapulco troviamo Puerto Escondido, paradiso inizialmente di surfisti ed hippy e conosciuto dagli italiani dopo il successo del film di Gabriele Salvadores.
Risalendo verso il nord di Acapulco incontriamo la spiaggia di Zihuatanejo scoperta da uno dei capitani di Cortés: è un pezzo di vecchio Messico con vita notturna praticamente inesistente ed è la meta ideale per trascorrere una vacanza all'insegna del romanticismo.
Ancora verso nord incontriamo Puerto Vallarta, al centro della Baia de las Banderas, che contende ad Acapulco il titolo di regina del Pacifico e fu in passato set di diversi film da La notte dell'iguana di John Huston ai più recenti Terminator o Revenge con Kevin Costner.
La penisola dello Yucàtan rimane ancora una delle mete di punta di un viaggio in Messico. Nella parte est dello Yucatan (da Cancun al Belize) nello stato del Quintana Roo, si sviluppa la Riviera Maya, circa 300 km di costa in cui si riversano turisti da tutto il mondo e soprattutto italiani. La Riviera Maya presenta tre principali luoghi turistici balneari: Cancun, Playa del Carmen e Tulum (in ordine di importanza); da queste località vengono organizzate escursioni in giornata ai siti maya di Chichen Itza, Tulum e (con una sosta di una notte) a Uxmal. Andando da Cancun verso il confine con il Belize le spiagge diventano meno attrezzate, ma soprattutto meno caotiche.
Da Cancun è possibile, in battello, raggiungere Isla Mujeres con la sua barriera corallina o (da Playa del Carmen) la Isla Cozumel che ospita una riserva ornitologica di grande interesse. Vicino a Playa del Carmen è il parco multimediale Xcaret, un luogo molto turistico, ben attrezzato in cui si possono fare interessanti esperienze ludico-balneari (spiaggia attrezzata, snorkeling lungo un torrente in parte sotterraneo, delfinario) ed educative dal punto di vista culturale e naturalistico (area di riproduzione di uccelli, acquario, butterfly house, animali ben ambientati come coccodrilli, puma, giguari, scimmie, testuggini d'acqua, ecc.; da non perdere se si viaggi con bambini).
Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km da Cankun, si incontra il sito di Tulum posto su una scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya. Se volete farvi una nuotata potete tuffarvi direttamente in mare dalla spiaggia presso il sito, inoltre la zona offre illimitate possibilità di godervi il mare anche alloggiando in cabanas sulla spiaggia e possibilità di escursione verso la Riserva Naturale di Sian Ka'an a sud di Tulum (60 km di strada sterrata).
Merida, la pittoresca capitale dello Yucatàn, vanta origini maya e un pizzico d'atmosfera europea essendo stata fondata da Francisco de Montejo nel 1542. Offre un vivacissimo mercato con bei prodotti artigianali e parecchie cose da vedere a cominciare dalla Cattedrale cinquecentesca e il Parque Santa Lucia, ritrovo serale dei musicisti.
L'acquisto di prodotti artigianali non richiede più una visita ai luoghi dove sono prodotti: sia a Città del Messico che nei luoghi più frequentati dal turismo si trovano negozi specializzati che raccolgono gli articoli migliori e più popolari provenienti da varie parti del Paese. Tra di essi ricordiamo le ceramiche con disegni e tecniche di lavorazione diverse per ciascuna regione, l'argento lavorato a Taxco, la lana ed in particolare i tappeti provenienti da Oaxaca, le amache di Merida, il vetro di Jalisco e il cuoio, specialmente gli huaraches cioè i sandali.
Natura
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Due amazzoni, pappagalli presenti nelle foreste pluviali del Messico meridionale
Per chi fosse interessato alle meraviglie della natura, il Messico offre un'eccezionale varietà di paesaggi, dai deserti aridi ai vulcani attivi, dalla seconda barriera corallina al mondo a paesaggi alpini che d'improvviso sprofondano in canyon coperti da una lussureggiante vegetazione tropicale.
Per chi fosse interessato a visitare parchi o riserve, dove l'avventura è assicurata giacché molti sentieri non sono nemmeno segnalati e le mappe non sono facili da trovare, Quinto Sol (Presa Las Pilas 37 PH 11500 Città del Messico tel. 0052-5-3955225, fax 0052-5-3958431) organizza circuiti ecoturistici in Messico mentre sul sito americano www.gorp.com è possibile trovare notizie sulle aree protette del Paese.
Yucatan e Chiapas
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Campeche. Importante città dello stato omonimo affacciata sul Golfo del Messico, per la sua architettura coloniale e per la cinta muraria è stata dichiarata patrimonio dell'UNESCO
La penisola dello Yucàtan rimane ancora una delle mete di punta di un viaggio in Messico. In effetti, i centri di richiamo che offre sono molteplici, a cominciare dai siti archeologici dell'epoca maya: non distante dalla capitale della regione (Mérida) è Chichén Itzà, uno dei siti archeologici più famosi del mondo, certamente il più famoso e visitato del Messico.
A sud della capitale è Uxmal, che merita indubbiamente una visita approfondita con la sua Piramide dell'indovino, la più straordinaria di tutte le piramidi messicane, che si innalza con una stupefacente angolazione dalla sua base ovale fino a un tempio che si trova a circa 30 m dal suolo, con un'ampia ma terribilmente ripida scalinata su ogni lato.
Chichén Itzà rimane il sito più famoso del Messico, copre un area di 300 ettari e racchiude i resti di una città maya che prosperò dal IX al XII sec. d.C.
Nella parte est dello Yucatan (da Cancun al Belize) nello stato del Quintana Roo, si sviluppa la Riviera Maya, circa 300 km di costa in cui si riversano turisti da tutto il mondo e soprattutto italiani.
La Riviera Maya presenta tre principali luoghi turistici balneari: Cancun, Playa del Carmen e Tulum (in ordine di importanza); da queste località vengono organizzate escursioni in giornata ai siti maya di Chichen Itza, Tulum e (con una sosta di una notte) a Uxmal.
Le spiagge diventano meno attrezzate e meno caotiche man mano che ci si spinge a sud verso il confine con il Belize.
Ad est della penisola troviamo Cancun, famosa località balneare con belle spiagge da dove è possibile, in battello, raggiungere Isla Mujeres con la sua barriera corallina o (da Playa del Carmen) la Isla Cozumel che ospita una riserva ornitologica di grande interesse. Sempre vicino a Playa del Carmen è il parco multimediale Xcaret, un luogo molto turistico, ben attrezzato in cui si possono fare interessanti esperienze ludico-balneari (spiaggia attrezzata, snorkeling lungo un torrente in parte sotterraneo, delfinario) ed educative dal punto di vista culturale e naturalistico (area di riproduzione di uccelli, acquario, butterfly house, animali ben ambientati come coccodrilli, puma, giaguari, scimmie, testuggini d'acqua, ecc.; da non perdere se si viaggi con bambini).
Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km da Cankun, si incontra il sito di Tulum posto su una scogliera che guarda al Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya. Se volete farvi una nuotata potete tuffarvi direttamente in mare dalla spiaggia presso il sito, inoltre la zona offre illimitate possibilità di godervi il mare anche alloggiando in cabanas sulla spiaggia e possibilità di escursione verso la Riserva Naturale di Sian Ka'an a sud di Tulum (60 km di strada sterrata).
A 50 km a nord di Tulum è Cobà, una delle più grandi città maya dello Yucatan: un sito immerso nella giungla, non molto conosciuto.
Merida, la pittoresca capitale dello Yucatàn, vanta origini maya e un pizzico d'atmosfera europea essendo stata fondata da Francisco de Montejo nel 1542. Offre un vivacissimo mercato con bei prodotti artigianali e parecchie cose da vedere a cominciare dalla Cattedrale cinquecentesca e il Parque Santa Lucia, ritrovo serale dei musicisti.
Affacciata sul Golfo del Messico, nello stato omonimo è la città di Campeche, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1999 per l'architettura coloniale e soprattutto le mura (ancora oggi ben conservate). Il successo commerciale della città indusse i reali di Spagna a costruire le mura nel 1668, rendendola sicura dagli attacchi dei pirati, attratti dalle mercanzie che partivano dal porto (legname, oro, argento) verso l'Europa.
Il Chiapas, lo stato più meridionale del Paese, è il più verde ma anche il più difficile da raggiungere ed è l'ideale per quei viaggiatori che cercano di cogliere l'ultimo sussulto rivoluzionario del millennio con la speranza di incontrare il sub comandante Marcos, l'uomo icona che lancia comunicati via internet dal suo rifugio nella Selva Lacandona.
E' l'occasione per una visita a San Cristòbal de Las Casas con il suo mercato, il museo di Santo Domingo e le due chiese di Guadalupe e San Cristòbal che vantano le più belle viste sulla città.
In giornata si può effettuare una escursione nei villaggi indios circostanti San Cristobal in particolare San Juan Chamula e Zinacantan.
San Cristobal è anche la base di partenza per un'escursione verso uno dei più affascinanti siti archeologici, quello di Palenque probabilmente il più bel sito archeologico del Messico: ancora immerso nella foresta è stato esplorato solo il 5%.
Altre escursioni da San Cristòbal sono una visita alle cascate di Misol-ha e Agua Azul e, per i più avventurosi, la Laguna di Miramar, all'interno della Riserva della Biosfera di Montes Azules, patrimonio dell'Umanità UNESCO ai confini con il Guatemala in pieno territorio filo-zapatista (informarsi sulle condizioni della strada e sulla sicurezza prima di partire). Qui, in un piccolo villaggio maya, potrete trovare sistemazioni molto spartane e visite guidate alla riserva, immergendovi in una foresta pluviale praticamente incontaminata con migliaia di specie animali tra cui le chiassosissime scimmie urlatrici.
Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:
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Come spostarsi
Voli interni
Per gli spostamenti più lunghi l' aeroplano rimane il mezzo consigliato: Mexicana (www.mexicana.com) e Aeromexico (num. verde 8000214000; www.vamos.it) offrono collegamenti con più di cinquanta aeroporti nazionali.
Le tariffe sono piuttosto alte e i viaggiatori dei voli intercontinentali dovrebbero approfittare del Mexipass che consente un buon risparmio ma è acquistabile solo prima della partenza dall'Italia.
Chi compie il volo intercontinentale con Aeromexico ha inoltre diritto, compreso nel prezzo, a 2 passaggi aerei interni gratuiti, sempre che ci sia disponibilità di posti.
Mezzi pubblici
Il pullman è sicuramente il mezzo di trasporto più efficace ed economico per viaggiare attraverso il Messico, a patto di avere tempo a disposizione per i trasferimente da/per le autostazioni.
Esistono diverse compagnie private con uffici situati in modernissime stazioni (soprattutto nelle grandi città) che effettuano collegamenti da e per qualsiasi località.
I mezzi sono quasi sempre nuovi, comodi e con aria condizionata, le tariffe economiche e variabili a seconda della compagnia e della categoria.
La maggior parte dei turisti occidentali preferisce utilizzare i pullman di prima classe perch`, rispetto alla affidabilità e alla comodità, non hanno costi molto più elevati rispetto a quelli di seconda classe.
Molte società (ADO, Autobus de Oriente, www.adogl.com.mx; Estrella de oro, www.autobus.com.mx; Etn, Enlaces Terrestres Nacional, www.etn.com.mx) collegano anche i paesi più piccoli e potete scegliere tra veicoli di prima classe con posti numerati e riservati e quelli di seconda classe, anche se la differenza più rilevante consiste nel numero delle fermate (quindi in linea di massima la prima è consigliata per spostamenti lunghi mentre la seconda per brevi tragitti; potete prenotare i biglietti del bus tramite www.ticketbus.com.mx).
Sugli autobus di prima classe si sale già muniti di biglietto e con il posto già assegnato: è possibile scegliersi il posto preferito consultando la piantina del bus in biglietteria! Al momento del pagamento vi daranno anche la ricevuta per il bagaglio, da conservare sino a quando si scende, per il ritiro.
Gli autobus di Prima classe o Lusso coprono le tratte più lunghe: sono dotati di comodi sedili reclinabili, bagno e aria condizionata. Questi percorrono le strade principali senza fare fermate; vanno tuttavia piuttosto piano sia per le condizioni generali delle vie di comunicazione sia perch` sulle strade messicane ci sono infiniti topes, i dossi artificiali in cemento rallenta-traffico, che devono essere superati quasi a passo d'uomo.
Avvertenze: talvolta gli orari di passaggio dei bus sono "indicativi" e quindi meglio arrivare con un po' di anticipo alla fermata soprattutto se non si tratta di una fermata importante.
La leggendaria pazzia degli autisti messicani è sicuramente esagerata anche se qualche esperienza da farvi rizzare i capelli probabilmente l'avrete; tuttavia è più facile avere guasti meccanici che incidenti visto anche il limite di velocità è di 90 km/h nelle strade ad alta velocità e di 70 km/h in quelle normali.
Ricordatevi sempre di avere a portata di mano un maglione poichè l'aria condizionata è sempre altissima (protestare non serve a nulla) e perch` nei trasferimenti notturni attraverso gli altipiani la temperatura può scendere notevolmente.
Buona norma è anche quella di tenere d'occhio il bagaglio verificando che sia stato caricato proprio sul vostro bus e non magari su un altro in partenza contemporaneamente per la stessa destinazione.
Il viaggio in treno (Ferrocarril mexicano, www.ferromex.com.mx) è più a buon mercato del pullman, ma anche molto più lento, visti i continui ritardi (e con ciò si intendono ore e non minuti).
Traghetti collegano la Baja California alla costa nord occidentale e la terraferma con diverse isole (www.ferrysernatur.com.mx).
Mezzi a noleggio
L'auto a noleggio rappresenta un valida alternativa, anche se meno economica, in quanto permette di muoversi a piacimento senza dover rispettare alcun orario.
Si deve ricordare comunque che il Messico è un Paese piuttosto esteso e se si vogliono coprire distanze lunghe e non si ha molto tempo a disposizione si rende necessario l'uso dell'aereo.
I trasferimenti sono piuttosto lunghi per una serie di motivi: le distanze sono notevoli, poche sono le autostrade e la maggior parte delle strade è a doppia corsia e passa ll'interno dei numerosi paesini nei quali sono frequentissimi i riduttori di velocità sull'asfalto (topes). Per questo motivo, a parte le vie di grande comunicazione del Quintana Roo e le grandi strade rettilinee del nord, nella maggior parte delle altre strade risulta difficile tenere velocità medie superiori ai 70 km orari.
Per avere una idea dei tempi di trasferimento controllate i tempi degli autobus perché non ci metterete meno tempo.
Le strade non sono più dissestate come qualche anno fa, negli ultimi anni infatti è stato avviato un grosso programma di risistemazione della rete viaria e troverete molte strade nuove e cantieri aperti per il raddoppio delle corsie.
All'uscita degli areoporti internazionali sono presenti diverse compagnie internazionali di noleggio auto (è necessario un documento di identità e la carta di credito che strisceranno come garanzia), ma consigliamo di prenotare dall'Italia perché il noleggio auto attraverso agenzia è molto meno costoso rispetto al noleggio sul posto (fino al 50% in meno).
Raccomandiamo di verificare attentamente il contratto di assicurazione perché generalmente copre solamente il furto-incendio e i danni alle auto e consigliamo quindi (se non è previsto) di aggiungere l'assicurazione per danni a persone (7-10 USD al giorno più tasse).
Un'auto economy (Fiat Palio) con assicurazione all'auto l'abbiamo pagata (dall'Italia) 20 USD/giorno e localmente abbiamo aggiunto, per l'assicurazione a persone, 9 USD/giorno (agosto 2006).
Le carte stradali che abbiamo trovato in Messico sono di bassa qualità, per cui invitiamo ad acquistare In Italia una mappa stradale di buona qualità. L'orientamento è comunque molto facile e spesso non è nemmeno necessaria la carta, questo sia perché le strade non sono tante sia perché in genere le località principali di visita sono molto ben segnalate.
Altri mezzi
Nelle grosse città i mezzi pubblici sono poco costosi per quanto riguarda autobus o metropolitana (ottima quella di Città del Messico).
Il costo dei taxi (comunque abbastanza a buon prezzo) è molto variabile: ad esempio a Tulum (Quitana Roo) ci si può spostare tranquillamente nei dintorni della città perché il prezzo della corsa è fisso (400 pesos), mentre a Città del Messico è consigliabile fissare il prezzo prima di salire.
Patente
E' richiesta la patente internazionale (modello convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968).
Carburante
La benzina costa 6,30-6,70 pesos al litro, il diesel circa 5 pesos.
Non esistono distributori automatici e si paga in contanti.
Dormire
Se non avete deciso di trascorrere il vostro soggiorno in località di mare nei periodi di Pasqua o Natale (in questo caso è sempre meglio prenotare con largo anticipo), trovare una stanza anche a buon mercato è molto semplice. Gli alberghi più a buon mercato in genere sono situati intorno alla piazza principale (lo Zòcalo), vicino al mercato o alla stazione dei treni o dei pullman, mentre quelli più costosi sono stati costruiti nelle periferie delle città e sono raggiungibili in macchina o in taxi.
Per chi si ferma almeno una settimana o per chi paga in contanti, in alcuni casi sono praticati sconti o tariffe convenienti e comunque vale sempre la pena contrattare un po' con gli albergatori.
Il prezzo per un hotel di media categoria si aggira sui 30 euro la camera su una gamma di prezzi che comunque va da meno di 10 euro per i più economici (cabanas) a più di 100 euro per gli hotel di lusso affacciati eventualmente sulla spiaggia (nello Yucatan i prezzi sono generalmente più alti: mediamente una camera doppia viene a costare sui 60 euro).
Sappiate che in tutto il Messico le camere si devono pagare adelantados, ovvero anticipatamente all'inizio del soggiorno.
Nettamente di lusso il soggiorno nelle haciendas: testimonianze del potere e della ricchezza degli antichi proprietari hanno prezzi che vanno dai 238 ai 320 euro la camera.
Un alternativa all'albergo rimangono i bungalows, qui chiamati cabanas, che di solito si trovano sulle spiagge e qualche volta anche all'interno. Inizialmente adatti ai viaggiatori con lo zaino, nell'ultimo decennio si sono sviluppate varie tipologie e vanno da quelle piuttosto spartane (spesso fatti solo in legno, con tetto di paglia e pavimento in cemento o sabbia e amaca su cui riposare) a quelle di lusso, elegantissime e dotate di tutti i comfort compresa l'aria condizionata.
I prezzi variano ovviamente a seconda dell'offerta e del luogo e vanno da pochi USD per la camera ad oltre 150 dollari. Per una cabanas molto semplice, ma pulita si possono spendere 20 USD la camera nei posti meno turistici fino a 80 USD la camera per quelli più turistici.
Per i più giovani, con 6-10 USD è possibile garantirsi un letto in uno dei 26 ostelli della gioventù sparsi per il Paese (www.fonatur.gob.mx).
Il campeggio libero è consentito ovunque ma è assolutamente sconsigliato. Meglio optare per un camping custodito il cui costo può variare da 1 a 10 dollari per notte.
Mangiare
I classici alimenti della dieta messicana sono il mais e i suoi derivati, i fagioli e il chili.
Una volta arrivato in Messico, chi di voi ha sempre sentito parlare di cucina super piccante dovrà un po' ricredersi, anzi di solito i cibi non sono nemmeno troppo piccanti e dato che la maggior parte del cibo messicano è semplice, in tutti i ristoranti un modo per arricchirli è costituito dalle varie salse che troverete sul tavolo. Oltre ai conosciuti tacos o alle tortillas moltissime sono le ricette messicane da assaggiare come ad esempio i tamales, un pasticcio di mais e carne ripieno fatto cuocere in foglie di banano o granturco, oppure i fiori di zucca ripieni di pollo e tortillas, il barbacoa è invece la grigliata mista di carni; la taquiza mixta sono cinque tipi di tacos con riso; i chiles rellenos, peperoni ripieni con salsa di mango, ma anche pesce nelle zone di mare, deliziosi i cocktail di gamberetti e polipo.
Oltre ai ristoranti è possibile mangiare nei mercati o nelle bancarelle lungo le strade (da provare quelle in Plaza Garibaldi a Città del Messico): anche se spesso l'ambiente non è dei più invitanti sono senz'altro più a buon mercato.
I prezzi sono molto abbordabili: mediamente 40 pesos nelle bancarelle, 70-150 pesos nei ristoranti di medio livello.
In alcuni supermercati della catena Oxxo si possono acquistare piatti precotti che potete riscaldare nei forni a microonde e consumare nei tavolini messi a disposizione dei clienti.
Moneta e carte di credito
Il nuovo Peso Messicano o Nuevo Peso è stato introdotto nel 1993 (solitamente scritto N$). E' formato da 100 centavos ed è l'equivalente a 1000 vecchi pesos. Per il momento è emesso in banconote da 10, 20, 50, 100, 200 e 500 N$ e in monete da 5, 10, 20, 50 centavos e da 1, 2 ,5, 10N$.
Fate attenzione al fatto che la sigla del peso (S barrata una sola volta) e quella del dollaro (S barrata due volte) si assomigliano notevolmente!
Giacché il peso non è reperibile in Italia si consiglia di cambiare direttamente gli euro (o i dollari) all'arrivo in Messico.
In tutto il Paese accettano tranquillamente banconote in dollari e in euro anche nei negozi (generalmente non accettano tagli da 100 USD nei negozi).
La situazione è diversa per il Chiapas dove anche nei luoghi più turistici avrete difficoltà a pagare in moneta diversa da quella locale e con difficoltà accettano biglietti in euro o dollari di piccola taglia purché in ottime condizioni (la biglietteria di Palenque non ci ha accettato 20 USD perché leggermente stropicciati e abbiamo dovuto chiedere ad una guida il favore di cambiarci degli euro in pesos, ovviamente con sua convenienza sul cambio).
Avvertenza: pagare in dollari o euro è spesso fattibile, ma generalmente è sconveniente perché applicano la trasformazione 10 euro=10 USD=100 pesos, che vi fa perdere il 10% del potere di acquisto se pagate in dollari e il 30% se pagate in euro. Consigliamo di cambiare e pagare con moneta locale.
Le banche sono aperte dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30; la commissione varia da una banca all'altra, mentre il tasso di cambio, in teoria, dovrebbe essere lo stesso ed è fissato ogni giorno dal Governo.
Si può cambiare anche in aeroporto, negli hotel e nelle agenzie di cambio che, in genere, hanno un orario di apertura più flessibile di quello delle banche e un tasso di cambio più conveniente.
Accettate le carte di credito internazionali (ma con percentuali di ricarico anche del 15%), qualche difficoltà a ritirare contanti col bancomat nelle località minori.
La carta di credito è molto diffusa e nella maggior parte degli hotel, ristoranti e altri servizi riuscirete a pagare con carta di credito Visa e Master Card, attenzione perché spesso non accettano American Express. Avvertenza: i pagamenti con carta di credito spesso non vengono accettati di sabato perché alcuni esercizi preferiscono fare accertamenti.
Le mance sono una consuetudine indispensabile per garantirsi un buon servizio. La mancia in Messico si chiama propina ed è una fondamentale fonte di guadagno per camerieri, facchini e baristi. Laddove non sia inclusa occorre sempre lasciarla: partite avendo con voi una buona scorta di dollari di piccolo taglio. Generalmente equivale a un 5-15% del conto, ma in questo paese la mancia è veramente percepita come tale e non come obbligo: raramente, infatti, troverete persone contrariate se date una mancia bassa o se non la date affatto.
Cambio attuale:
1 Euro = 18,88 Peso Messicano
1 USD = 14,27 Peso Messicano
dati aggiornati al 28/11/11
Posta e telefono
I servizi postali messicani sono ragionevolmente efficienti, gli uffici postali rimangono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, mentre al sabato dalle 9 a mezzogiorno.
Diffuso internet: potrete collegarvi sia nei cybercafè che in un certo numero di hotel.
Per telefonare in Messico dall'Italia bisogna selezionare il prefisso internazionale 0052 seguito dal prefisso del distretto (05 per Città del Messico) senza lo zero e dal numero desiderato.
Per chiamare l'Italia si digita lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato.
E' ancora possibile effettuare chiamate a carico del destinatario (por cobrar): per prendere contatto con l'operatore dai telefoni pubblici premere il tasto con l'asterisco e digitare il 671, mentre dagli alberghi è sufficiente premere due volte l'asterisco seguito dal numero 17.
Molti telefoni pubblici dovrebbero accettare le carte di credito; leggermente più costose e di sicuro più affidabili sono le casetas de teléfono. Ce ne sono parecchie poiché molti residenti non hanno il telefono in casa: possono essere semplici negozi o bar con telefoni pubblici riconoscibili da un insegna esterna con il telefono.
Sono inoltre sempre più diffusi lungo le strade telefoni utilizzabili con schede telefoniche da 30, 50 o 100 pesos.
In Messico funziona la rete AMPS, quella GSM è stata introdotta di recente. E' necessario possedere un cellulare triband.
Sanità
Per problemi medici di lieve entità recatevi in farmacia: le potete riconoscere dalla croce verde esposta con l'insegna.
I farmacisti sono in genere ben preparati e disponibili e di solito parlano un po' di inglese, se necessario possono anche vendere al banco farmaci che a casa otterreste solo con la ricetta.
Per problemi più gravi potete informarvi presso il Consolato che vi fornirà una lista di medici che parlano italiano.
Le strutture sanitarie pubbliche, comunque, non rispecchiano in media i livelli europei e quelle private, migliori, sono generalmente assai costose.
Non ci sono accordi in campo sanitario tra il Messico e gli altri Paesi per cui è indispensabile stipulare qualche tipo di assicurazione sanitaria prima di mettersi in viaggio.
In Messico, oltre al tifo (del quale sono segnalate forme dovute a germi resistenti ai farmaci) e all'epatite A, sono molto diffuse le dissenterie amebiche e bacillari, le malattie da vermi intestinali ed è stata segnalata l'epatite E.
Rischio di colera, di epatiti e di salmonella nelle zone rurali e nelle periferie delle maggiori città.
Recentemente si sono registrati casi di dengue anche in prossimità di località turistiche (zona di Acapulco) della costa del Pacifico ed epidemie di epatite A ed E. La malattia di Chagas è presente nelle aree rurali al di sotto dei 1500 m in vari stati della costa del Pacifico, del Golfo del Messico, della costa caraibica e del Messico centrale.
Molto diffusa la rabbia animale (cani e pipistrelli in particolare).
L'alto tasso di inquinamento presente nella capitale (soprattutto nella stagione secca che va da novembre a maggio) consigliano cautela a chi a problemi respiratori e cardiocircolatori; chi non ne soffre può comunque avvertire mal di testa, nausea, bruciore agli occhi.
Lievi infezioni gastroenteriche sono frequenti dovute ad alimenti o bevande inquinati, in linea di massima l'unico problema che avrete probabilità di incontrare è la diarrea (dai turisti chiamata simpaticamente la vendetta di Montezuma), quindi attenzione ai cibi e alle bevande!
In caso di diarrea lieve bevete molti liquidi (acqua minerale, succhi di frutta). Se la diarrea e' più grave usate le soluzioni reidratanti o seguite altre terapie dopo aver consultato un medico.
A causa delle elevate temperature e nel sud della elevata umidità, gli alimenti deteriorano velocemente, raccomandiamo pertanto di mangiare solo cibi cotti di recente.
Lavatevi le mani prima dei pasti e dopo aver usato i servizi igienici.
L'acqua del rubinetto è di scarsa qualità e non la bevono nemmeno gli abitanti delle città, troverete infatti spesso grossi contenitori di acqua potabile a pagamento o (negli hotel) in camera. Raccomandiamo di bere sempre acqua imbottigliata, di evitare il ghiaccio, le verdure crude e la frutta che non potete sbucciare o lavare personalmente con disinfettanti (es. amuchina).
Sicurezza
Il fenomeno della delinquenza comune ed organizzata è in preoccupante aumento in tutto il Paese, compresa la capitale, e, anche a causa dei frequenti scontri tra bande rivali e tra queste e le forze dell’ordine, si registrano situazioni di violenza e insicurezza, in particolare, negli Stati di Chihuahua (Ciudad Juarez), Sinaloa, Guerrero (città di Acapulco), Durango, Baja California (città di Tijuana), Oaxaca, Mexico, Sonora, Michoacan, Nuevo Leon (città di Monterrey), Tamaulipas e Coahuila.
Acapulco non è certo immune dalla violenza che si è impadronita del Messico. Agguati, decapitazioni, scontri a fuoco deturpano quella che una volta era una perla del turismo. Una conseguenza della rivalità tra i cartelli della droga che si contendono il territorio cercando di eliminare gli avversari e che non hanno alcuna remora a sparare tra la folla o a coinvolgere chiunque si trovi a passare.
Se vi muovete in auto tenete presente che sono possibili furti e anche assalti, specialmente nella zona nord occidentale e in particolare nello stato di Sinaloa.
A volte i rapinatori si travestono da poliziotti, a volte da autostoppisti o da automobilisti in panne per cui è meglio pensarci due volte prima di fermarsi per dare un passaggio.
E' consigliabile inoltre non circolare di notte. Tra le strade a maggiore rischio: la 2 ( Mexicali-Agua Prieta), la 40 (Matamoros-Monterrey), la 5 (Città del Messico-Acapulco), la 75 (Oaxaca-Tuxtepec), la 57 (San Luis Potosi-Matehuala) e la 1 a Sinaloa.
A Città del Messico la microcriminalità è assai diffusa, con furti e rapine soprattutto nei luoghi di maggior affollamento (mercati, stazioni, metropolitana, terminal dei bus, locali del centro storico) o isolati.
Buona norma è quindi essere prudenti, non indossare gioielli e non mostrare di possedere denaro (prelevate soldi solo agli sportelli all'interno delle banche).
Se dovete muovervi, evitate di prendere il metro o i taxi libres, più prudente servirsi solo di taxi sitio (a fermata fissa) o dei taxi dell'hotel.
Particolare cautela anche per recarsi a visitare le piramidi di Teotihuacan.
Attenzione a chi fa il bagno nelle acque del Pacifico: anche i nuotatori più esperti non ne devono sottovalutare le insidie (soprattutto nella zona di Puerto Escondido).
L'uso personale di droghe e il loro traffico comporta pene pesanti nelle legislazione messicana.
Comportamenti
Nelle zone degli altos del Chiapas alcune popolazioni indigene (totzil) non vedono di buon occhio i turisti, in particolare per la tendenza a far fotografie che vengono vissute in modo molto negativo perché ritenute poco rispettose di usi e costumi locali.
La visita dei villaggi non comporta alcun problema finché non si tira fuori la macchina fotografica. Raccomandiamo pertanto il massimo rispetto ricordando che è assolutamente vietato fotografare riti religiosi tradizionali e l'interno delle chiese. E' possibile fotografare all'esterno delle chiese purché non vi siano situazioni rituali tradizionali.
Le persone vestite normalmente non gradiscono essere fotografate, ma la cosa generalmente non comporta problemi, mentre fotografare persone in abiti tradizionali va fatto previo permesso tenendo presente che, se risultate invadenti, non avranno grossi problemi a prendervi la macchina fotografica con il benestare della popolazione locale.
Non entrate mai nelle case dei nativi se non siete stati espressamente invitati a farlo e, se lo siete, rispettate il rituale di ingresso.
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Curiosità
In Messico vi è l'atollo corallino più grande dell'emisfero settentrionale: il Banco di Chinchorro, nello stato del Quintana Roo (Yucatan), ai confini con il Belize.
Guide e libri
Link utili
www.go2mexico.com
sito in inglese con tante informazioni utili in particolare sulle città messicane
www.messico.com
sito informativo in lingua italiana
www.mexico-travel.com
sito informativo in lingua inglese dell'Ufficio Turismo messicano
www.mexonline.com
sito informativo in lingua inglese
www.rivieramaya.com
sito informativo in lingua italiana
www.visitmexico.com
sito informativo in lingua inglese
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Il paese in cifre
Capitale Città del Messico
Superficie 1.972.550 kmq
Popolazione 109.955.400 (2008)
Densità 55 ab./kmq
Religione cattolica (89%), protestante (6%), altre (5%)
Geografia e territorio
Visualizzazione ingrandita della mappa
Il Messico, con i suoi confini attuali, esiste da meno di 150 anni. La ricostruzione storica di un'entità politica di nome Messico è possibile fino alla conquista spagnola, mentre tutto quello che risale ad epoche precedenti si basa su racconti orali, registrati molto tempo dopo gli eventi, e su congetture archeologiche poiché gli spagnoli hanno fatto veramente un buon lavoro nel distruggere ogni traccia delle culture che li avevano preceduti.
Il Messico confina a nord con gli U.S.A., a sud-est con Guatemala e Belize, a ovest con l’Oceano Pacifico e a est con l’Oceano Atlantico.
Il Paese ha il suo cuore geografico nelle terre dell'altopiano vulcanico (Altopiano Centrale o, secondo l'antica denominazione azteca, Anàhuac) in cui avviene la saldatura tra le due catene - la Sierra Madre Orientale e la Sierra Madre Occidentale - che, da nord a sud, formano l'ossatura fondamentale del Paese.
E' una regione dominata dai superbi coni vulcanici del Popocatépetl (5452 m), dell'Ixtaccìhuatl (5286 m), del più marginale Citlaltépetl (5747 m) e di altri ancora, tra loro divisi da depressioni e bacini in parte chiusi situati a ca. 2000-2500 m d'altitudine.
E' la zona dove sorge Città di Messico e i maggiori centri popolati. Il nome della capitale del Messico è fonte d'infiniti equivoci per i turisti, infatti, la denominazione Città del Messico non si trova su nessuna cartina, e non é utilizzata da nessuno. Per i messicani si tratta di México, o meglio El DF (El Deefe): lo Stato ha preso il nome della città e México, nelle conversazioni, si riferisce sempre a quest'ultima.
Di là di questa zona d'altopiani vulcanici, le due Sierre corrono insieme come una singola catena attraverso gli stati meridionali di Oaxaca e del Chiapas. Solo nella parte orientale dei tavolati dello Yucatan il territorio è sostanzialmente pianeggiante.
Il fiume più lungo del Messico è il Rio Bravo che, per un lungo tratto, fà da confine tra Messico e U.S.A. sfociando nel golfo del Messico dopo 3000 km di corso; altri fiumi di una certa importanza li troviamo nella parte meridionale del Paese, come il Tehuantepec che sfocia nel golfo omonimo (Oceano Pacifico) e il Papaloapàn (Golfo del Messico).
Ecologia e ambiente
La vegetazione varia in corrispondenza delle caratteristiche climatiche delle diverse regioni. Così nel sud (Yucatan e rilievi che dominano l'istmo di Tehuantepec e il golfo del Messico) si hanno le foreste tropicali che ospitano tutte le specie dell'ambiente caraibico, dai mogani ai cedri, alle piante del chicle, alla sapotiglia o alla sapodilla.
Nelle zone dove più marcato è il clima a due stagioni la vegetazione è savanica con specie xerofile: particolarmente numerose sono qui le piante grasse come le agavi e le yucche, tipiche del paesaggio messicano, oltre a piante cespugliose come il mezquite o l'ocotillo.
Di fatto, in Messico si trovano più di 900 specie di cactus, 1000 di orchidee e altrettante di mammiferi anche se è la diversità ornitologica a colpire maggiormente, con un migliaio di specie di uccelli tra i quali spicca il famoso quetzal, "l'uccello degli aztechi".
Luogo di eccellenza per poter vedere centinania e centinai di volatili di tutti i tipi sono le foreste di mangrovie, in quanto in questi luoghi essi trovano abbondanza di nutrimento. Le mangrovie svolgono anche un'altra importantissima funzione: con le loro radici stabilizzano le rive attenuando al tempo stesso il potere erosivo delle acque.
Clima
Dato il notevole sviluppo latitudinale del Paese, il clima varia in misura sensibile da nord a sud ed in modo anche più forte in funzione dell'altitudine.
Rispetto a questa si distinguono diverse fasce. La prima è quella delle Tierras Calientes, le terre calde situate vicino al mare di cui pertanto avvertono gli influssi.
La seconda fascia è quella delle Tierras Templadas, le terre temperate poste tra i 600 e i 1600 metri; le temperature sono mitigate, risentono già delle differenze stagionali, sebbene ci siano delle notevoli differenze passando da sud a nord del Paese (Chihuahua, situata a quasi 1500 m, ha una media annua di 20° C, una estiva di 26° C).
Condizioni ancora migliori si ritrovano ai bassi livelli della successiva fascia superiore, quella delle Tierras Frias, le terre fredde che si spingono fino a 2800 m a Città di Messico, la cui altitudine è di circa 2300 m. Le medie sono di 9°C in gennaio e di 23°C in luglio.
Più oltre si passa gradatamente verso le Tierras Heladas, le terre gelate, tra l'altro limitate in Messico alle cime dei più alti vulcani.
La stagione delle piogge va da giugno ad ottobre, e nel cuore del Paese ci si deve aspettare un acquazzone breve e violento in pratica ogni pomeriggio mentre a nord non piove quasi mai.
Il Chiapas è lo stato più piovoso, ma anche nelle basse zone costiere del sud è facile in estate essere travolti da spettacolari tempeste tropicali.
Popolazione
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Ocosingo, Chiapas. Indios di derivazione maya si riposano nella piazza principale del villaggio
La popolazione messicana è costituita per il 55% da meticci, per il 29% da amerindi diffusi specialmente nel nord e nel sud, mentre i creoli, messicani di origine spagnola, e gli altri bianchi molti dei quali nordamericani immigrati di recente, sono il 15%; di scarsa entità gli altri gruppi tra cui cinesi, malesi ecc.
Lungo le coste meridionali si trovano minoranze negre e di zambos, derivanti dall'incrocio tra indios e negri.
La densità di popolazione (la media è di 55 ab./kmq) varia da zona a zona.
L'incremento tumultuoso si ebbe dagli anni Quaranta quando la mortalità subì sensibili riduzioni mentre la natalità conservava i valori tradizionali, elevatissimi, pari al 40-50%.
Nel 1940 la popolazione era di 19 milioni di abitanti, nel 1960 già di 38 milioni, mentre oggi supera i 100 milioni. Il coefficiente di accrescimento annuo è stato elevatissimo negli ultimi decenni toccando il 3,6%, valore tra i più alti del mondo, sceso recentissimamente all'1,6%.
La popolazione messicana, che sino al 1940 era in maggior parte considerata rurale, oggi è urbanizzata in una percentuale elevata: il 73%, raggiungendo il massimo nell'agglomerato urbano della capitale Città di Messico con oltre 20 milioni di abitanti.
La popolazione rurale vive nei pueblos, villaggi che hanno funzioni centrali nell'ambito di territori agricoli disseminati di nuclei di peones (composti di non più di 50-100 famiglie) e di haciendas.
Poche sono ormai le zone dove gli indios vivono nelle loro condizioni originarie, in vecchie abitazioni di legno o paglia.
Lingua
La lingua ufficiale del Messico è lo spagnolo (non però il castigliano, dato che ormai 5 secoli hanno modificato sia la pronuncia che gli accenti).
Permangono molte lingue amerinde nelle zone più remote dei villaggi tradizionali maya.
Nelle zone più turistiche la gente parla anche l'inglese e, nell'area di Cancun, anche l'Italiano.
Religione
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Il mercato di San Juan Chamula (nei pressi di Palenque) nella piazza principale davanti alla Chiesa dove si svolgono riti sincretisti cristiani che si rifanno ad antici riti pagani.
Il 92% della popolazione è di religione cattolica, introdotta dagli spagnoli dopo l'arrivo di Hernàn Cortés nel 1519, ma in alcune regioni del sud ed in particolare nel Chiapas cerimonie cattoliche e antichi rituali maya si fondono ancora oggi ed è facile imbattersi in questi tipi di esperienze durante il corso di un viaggio.
Storia
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Eufemio e Emiliano Zapata, due ribelli che ai primi del '900 sfidarono il potere per rivendicare diritti agli indios del sud del Messico
© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
Manifestazione zapatista. Negli anni '90 gli zapatisti furono al centro di una lotta armata contro il Governo centrale in difesa dei diritti per gli indios del sud.
Le prime prove di vita umana si hanno nel Messico centrale dal 20.000 a.C., ma la prima vera civiltà fu fondata nell'era pre-classica (1500 a.C.-300 d.C.) e fu quella degli Olmechi.
Le città olmeche, facenti parte della meno conosciuta tra tutte le società antiche, sorsero nelle basse giungle costiere di Tabasco e Veracruz.
Proprio in queste società, che sono considerate la vera culla delle culture meso-americane, nascono invenzioni come il primo calendario e il primo sistema geroglifico dell'emisfero occidentale, e una religione, basata sul dio giaguaro, che fu diffusa grazie ai loro commerci in tutto il Messico centrale e meridionale.
Sono di questo periodo le prime fasi del sito di Monte Albàn, vicino ad Oaxaca, e molte piccole città sorte dove oggi è situata Città di Messico, ma anche grandi centri come Cuicuilco, prima di essere sepolta da un eruzione vulcanica verso l'inizio del I sec. d.C. per lasciare il posto alla costruzione di Teotihuacàn che dominò il periodo classico (300-900 d.C.).
Anche oggi la città, con le sue grandi piramidi del Sole e della Luna, è l'imponente testimonianza di una società urbana governata da un'elite religiosa molto severa.
Compaiono per la prima volta le figure degli déi che diventeranno in seguito familiari come Tlaloc, dio della pioggia e della fertilità, e Quetzalcoatl, il serpente piumato che ha portato la civilizzazione all'uomo. Storicamente non sappiamo quasi nulla di Teotihuacàn in quanto la mancanza di registrazioni scritte sul suo popolo o governanti c'impedisce di conoscere addirittura il suo vero nome (Teotihuacàn fu coniato successivamente dagli Aztechi e significa "il luogo dove gli uomini divennero dei"). E' certo comunque che il periodo storico in cui fu abbandonata la città, terminato il periodo di splendore, sia il 650 d.C.
Pare che le civiltà della Meso-America e in particolare i Maya si siano estinte nello stesso periodo anche se i siti più a sud, in Guatemala e Honduras, sopravvissero più a lungo, in pratica fino all'800 d.C.
Nello Yucatàn i Maya durarono più a lungo e le loro città rifiorirono intorno al 900 d.C.; pare, infatti, che le strutture che formano il sito di Chichén Itzà risalgano al periodo che va dal 900 al 1100 d.C.
Sempre verso questo periodo, che coincide con l'inizio dell'era post-classica (900-1520 d.C.), nuove invasioni provenienti dal nord del Paese arrivarono nella fertile vallata del Messico fondando nuove città sullo stesso stile dei loro predecessori; di queste popolazioni, denominate Chichimechi, che significa barbari, ne emergono due d'estrema importanza: i Toltechi e gli Aztechi.
I Toltechi, che dominarono le vallate centrali dal 950 al 1150 d.C. furono tra i primi ad arrivare, anzi si dice addirittura che a loro si debba l'attacco che distrusse Teotihuacàn. Diedero il loro apporto al rafforzamento del culto di Quetzalcoatl, con una società strutturata in maniera sia militaristica che religiosa che applicava il rito del sacrificio umano su scala più ampia che in precedenza.
Quanto agli Aztechi, arrivarono nel Messico centrale verso la fine del XII sec., ma fu solo nel 1345, dopo un periodo trascorso spesso in condizioni di semi schiavitù o lavorando come mercenari per i governanti locali, che si verificarono le condizioni e venne il segno profetizzato (un’aquila posata su un cactus che divora un serpente) ad annunciare la costruzione di una loro città, Tenochitlàn.
Scelta la posizione, un’ isola di un lago (dove ora sorge Città del Messico) e formata una triplice alleanza con i vicini di Texcoco e Tlacopàn, l'Impero azteco era pronto alla conquista del Messico.
Le sue conquiste furono notevoli: in meno di cento anni gli Aztechi giunsero a controllare e ad esigere tributi e tasse da tutto il Messico centrale e meridionale.
Teotihuacàn divenne enorme tanto che, più tardi, gli invasori spagnoli non riuscivano a credere alle sue dimensioni e potenza.
Nel frattempo altre popolazioni si spostavano per il Messico. Ad Oaxaca gli Zapotechi erano soggetti alle invasioni dei Mixtechi, provenienti dalle montagne, i quali solo negli ultimi anni prima dell'invasione spagnola si assoggettarono agli Aztechi. Nello Yucatàn invece i Maya non furono mai conquistati ma la loro cultura volgeva al declino.
La conquista spagnola del Messico cominciò quando Hernàn Cortès che, a capo di appena 550 uomini, giunse sulla costa vicino all'odierna Veracruz il 21 aprile 1519.
L'indecisione del re azteco Montezuma nel contrastare l'arrivo delle navi spagnole, giacché le sue spie ne avevano comunicato l'arrivo con largo anticipo, è da ricercarsi nel suo subire molto l'influenza di presagi religiosi, e l'arrivo di Cortés coincise con la data per la quale era stato predetto il ritorno di Quetzalcoatl. Gli invasori avevano la pelle chiara e la barba, come Quetzalcoatl, ed erano venuti da est, vale a dire da dove lui era svanito: ciò lo indusse a riceverli con doni in oro e gioielli, con il risultato di accendere la bramosia degli spagnoli.
In meno di tre anni gli spagnoli riuscirono poi, con diverse spedizioni, a sconfiggere gli Aztechi e a stabilire un efficace controllo sulla maggior parte del Messico.
A sterminarli, più ancora delle spade e dei cannoni, furono le malattie portate dall'Europa come vaiolo e tisi. Insieme alle vite umane (nel 1519, all'arrivo di Cortés, gli indigeni erano 25 milioni scesi a 17 milioni nel 1532 e quindi a soli 2 milioni nel 1580), anche la cultura dei popolo precolombiani fu cancellata dando inizio al territorio della Nuova Spagna, con la nomina di Cortés a Governatore. Iniziarono così 300 anni di dominio spagnolo diretto durante il quale furono costruite centinaia di città sullo stile della Spagna, con una plaza circondata da un reticolo di strade, migliaia di chiese, spesso in aree considerate sacre dagli Indios come in cima alle loro piramidi (fino al 1800 in Messico ce n'erano 12.000) e con il conseguente arrivo, nel 1524, dei primi monaci francescani per la conversione cattolica della popolazione.
La Chiesa, che inizialmente aveva difeso i diritti degli indigeni spesso ridotti a veri e propri schiavi ed impiegati nella costruzione delle nuove città, divenne in seguito sempre meno interessata a conservare la loro cultura e ad educare i loro bambini, a favore del denaro e della ricchezza del Paese.
Nel Seicento la Chiesa possedeva metà del territorio del Messico, ma si allargarono anche le haciendas, le grandi proprietà agricole gestite da una piccola classe di ricchi proprietari spagnoli.
Il Messico divenne così una delle più ricche colonie spagnole, e tutto questo durò fino all'inizio del XIX sec., quando cominciò il declino della Spagna come potenza mondiale.
Nel 1767 Carlo III espulse dal Messico i gesuiti, ritenuti troppo potenti, provocando risentimenti nei fedeli e nel basso clero.
Nel 1804 la Corona confiscò i beni della Chiesa. Ma fu l'invasione della Spagna da parte della Francia ad accendere la scintilla, perché le colonie in America latina rifiutarono di riconoscere il regime di Napoleone Bonaparte. E' a questo punto che emersero i primi leader del movimento per l'Indipendenza: Padre Miguel Hidalgo y Costilla, un prete creolo, e Ignacio Allende, un ufficiale dell'esercito dissidente.
Il 16 settembre 1810, al grido d'indipendenza di "viva México" pronunciato da Higalgo dai gradini della sua chiesa a Dolores, una folla d'indios e mestizos si raccolse dietro la bandiera e conquistò rapidamente le città di San Miguel, Guanajuato iniziando la marcia verso la capitale. Ma nella primavera 1811 l'esercito di Hidalgo, numeroso ma indisciplinato, si disgregò con la stessa rapidità con la quale si era costituito, favorendo la cattura di Hidalgo, Allende e di altri leader che furono giustiziati.
Molti mestizos e la maggior parte della popolazione indigena rimase tuttavia in uno stato di rivolta e, nel 1821, dopo l'introduzione di riforme liberali in Spagna proprio del tipo temuto dalle classi governative messicane, Augustin de Iturbide, un generale mestizo, unì le sue truppe a Guerrero e propose il Piano Iguala alle autorità spagnole - che non furono in grado di rifiutare - e il Messico proclamò la sua Indipendenza.
Alla nascita della Repubblica, nel 1924, seguirono anni d'anarchia mentre l'economia crollò.
Fra il 1833 e il 1855 si alternarono ben 36 presidenze, 11 delle quali rette dal generale Santa Ana.
Nel 1835 l'abolizione della schiavitù scatenò la reazione del Texas che si staccò dal Messico dando inizio alla guerra USA-Messico (1845) che si concluse con la cessione della California e New Mexico per soli 15 milioni di dollari. Successivamente la vendita nel 1855 anche del territorio dell'Arizona portò ad una rivoluzione che depose definitivamente Santa Ana.
Nel frattempo era cresciuta una nuova generazione che aveva conosciuto solamente un Messico indipendente ed aveva vissuto l'umiliazione statunitense, ma soprattutto identificava il suo nemico nella Chiesa, più ricca e potente di qualsiasi governo legittimo. Fu questo l'inizio delle guerre della riforma tra i liberali di Benito Juàrez e i conservatori sostenuti dalla Chiesa, che si concluse nel 1861 con il trionfo di Juàrez. Dopo la morte di Juàrez, nel 1872, il Paese conobbe per quasi quattro decenni la cosiddetta "dittatura costituzionale" del generale Porfirio Diaz e solo nel 1911, con l'esilio di Diaz, la parola tornerà alle armi ed alle lotte rivoluzionarie di Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Il primo, ladro di bestiame e bandito ai tempi di Diaz, si batteva soprattutto per un proprio tornaconto personale; il secondo fu forse l'unico vero rivoluzionario nel lungo conflitto che seguì; il suo grido di battaglia Tierra y Liberdad (Terra e Libertà) e l'insistenza sul fatto che "è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio" continuano a fare di lui una figura venerata fra i contadini.
Dal 1920 possiamo iniziare a parlare del Messico moderno.
Nel 1942 il Messico partecipò alla seconda guerra mondiale a fianco degli americani. Avila Camacho fu sostituito alla presidenza da Miguel Alemàn Valdès (dal 1946 al 1952) che continuò la politica interna ed estera del suo predecessore.
Gustavo Dìaz Ordaz (dal 1964 al 1970) impostò la campagna elettorale sulla solidarietà verso i contadini poveri. Anche se ci fu un massiccio investimento di capitali da parte dei stati Nord Americani, egli riuscì a mantenere una certa indipendenza politica da Washington rafforzando peraltro la cooperazione con i paesi dell'America Centrale. Sotto la sua presidenza si intensificarono le proteste studentesche. Il 22 luglio, per placare una futile polemica tra studenti di due licei, intervengono con una gratuita, brutale ferocia i ”granaderos”, i carabinieri messicani, con quella repressione viene violato il principio di autonomia delle università e delle scuole messicane. Il 30 luglio per reprimere una protesta nell’Università di Città del Messico la polizia usa i bazooka, si ha per risposta la nascita dei comitati di lotta in tutte le scuole, e di un comitato nazionale a cui aderiscono studenti e professori. Vengono occupate tutte le sedi scolastiche e universitarie di Città del Messico. Il 3 ottobre: migliaia di studenti si erano radunati a Tlatelolco (piazza delle Tre culture), a nord del centro. Polizia e esercito spararono all’impazzata, dopo avere bloccato le uscite della piazza, contro gli studenti, ancora oggi non si conosce il numero esatto delle vittime, comunque furono centinaia di studenti a perdere la vita in quel massacro. La scrittrice italiana Oriana Fallaci, che si trovava nella piazza durante gli scontri, venne colpita da una raffica di mitra.
Luis Echeverrìa Alvarez (dal 1970 al 1976), candidato del partito rivoluzionario istituzionale (PRI) espresse subito una volontà riformatrice, agraria e fiscale: nazionalizza l'industria mineraria, concede crediti ai piccoli proprietari terrieri e tiene un'intensa lotta all'analfabetismo. La vasta popolarità del presidente, però, non impedì l'esplosione di manifestazioni, anche violente, dirette contro il suo partito (al potere da circa 40 anni), ed è stata anche l’epoca che ha registrato il maggior numero di vittime della repressione ufficiale, con centinaia omicidi politici, sparizioni e migliaia di arresti illegali e torture. Con Echeverrìa il Messico appoggiò (anche se non ufficialmente, ma di fatto) la politica statunitense contro il rischio del “comunismo”, portando avanti una personale ”crociata” anticomunista.
Josè Lopez Portillo (dal 1976 al 1982) si trova a dover fronteggiare una delle più dure crisi economiche, il debito estero era diventato insostenibile e incontrollabile, con circa sei milioni di disoccupati, il malcontento dei contadini ormai senza terra e sempre più poveri e la crescente guerriglia nel Chiapas. Portillo decise di seguire la politica estera del suo predecessore, ma con una politica interna diversa che riapre il parlamento ai partiti di opposizione, legalizzando il Partito Comunista, il Partito Socialista dei Lavoratori e il Partito Democratico. Mitiga le rivendicazioni sindacali e organizza il primo piano quinquennale che prevede il finanziamento di molti programmi socioeconomici aumentando l’esportazione del petrolio, nazionalizzo il sistema bancario, imponendo il controllo sui cambi.
Miguel de la Madrid Hurtado (dal 1982 al 1988) si trovò a governare un paese prostrato da un elevatissimo tasso inflazionistico, disoccupazione crescente, la guerra tra i contadini e latifondisti, l’arrivo nel Chiapas di circa centomila profughi guatemaltechi, in maggioranza indios, per sfuggire ai massacri che si compiono nel loro paese. L’apertura di una nuova miniera d’argento e la nazionalizzazione delle banche per arginare l’esportazione dei capitali (che creò non poco scontento tra i settori medioalti della finanza) non apportarono significativi miglioramenti. Nel 1985 si trovò a fronteggiare uno spaventoso terremoto che provocò trentamila vittime, mezzo milione di senzatetto e ingenti danni. (tre anni più tardi l'uragano Gilbert devastò la penisola dello Yucatàn).
Nel Novembre 1987 ha avuto luogo una riunione dei capi di Stato e di governo di Messico, Argentina, Brasile, Colombia, Panama, Perù, Uruguay e Venezuela, nella quale è stata richiesta una riduzione degli interessi sul debito estero ed è stato proposto l'avvio di un progetto comune di sviluppo per l'America latina.
Carlos Salinas de Gortari (dal 1988 al 1994) perseguì una decisa politica di privatizzazione e accentuò il carattere neoliberista della politica economica in modo di attirare capitali stranieri. La politica economica liberista di Salinas, pur ottenendo un notevole calo dell'inflazione, non riuscì a ridurre l'enorme debito estero, ne la povertà nel paese. L'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), un gruppo di ribelli dello stato meridionale del Chiapas, instaura un vero e proprio ”stato di guerra” nei confronti del governo messicano.
Ernesto Zedillo Ponce de Lèon (Dal 1994 al 2000) vince le elezioni in un clima di grande tensione. Si asssite al crollo della moneta e il conseguente indebitamento con l’estero, e in Chiapas la lotta degli zapatisti viene tragicamente repressa: ad Acteal, il 22 dicembre 1997, in un vero e proprio massacro che non ha risparmiato uomini, donne e bambini componenti una popolazione inerme, i componenti di un gruppo paramilitare uccidono 45 persone. L'EZLN proclama "autonomi e ribelli" 38 municipi dello Stato. Il 10 febbraio 1995 Zedillo, in un messaggio alla nazione, rivelò l’identità del subcomandante MARCOS, leader e stratega militare dell'EZLN, come Rafael Sebastian Guillen Vicente, e di altri dirigenti dell'EZLN e fa scattare gli ordini di cattura. L'Esercito attacca i ribelli. L'EZLN non risponde e si ritira. Non riuscendo a schiacciare i ribelli, il Governo si vede obbligato a riprendere il dialogo. Si firmano gli Accordi di San Miguel, che stabiliscono le regole degli incontri e inizia il dialogo a San Andrès Sacamchèn.
Vicente Fox (ex presidente per l'America latina della CocaCola e governatore dello stato di Guanajuato dal 1995, strettamente legato agli Usa e alla loro politica) si aggiudicò la presidenza del Messico nelle elezioni del luglio 2000. Il 30 gennaio 2003 una serie di 12 comunicati (le 12 "stele") del subcomandante Marcos descrive le situazioni di ingiustizia e la resistenza in atto in Messico. Il 31 gennaio 2003, nella capitale, centomila manifestanti chiedono la revisione del capitolo agricolo del trattato di libero commercio del Nordamerica (Nafta), nella regione dei Montes Azules, riprendono le minacce di aggressione contro gli insediamenti di desplazados, organizzazioni indigene denunciano alla Commissione per i diritti umani dell'Onu che proseguono in Messico "gravi, sistematiche e reiterate violazioni delle libertà e dei diritti dei popoli indigeni". Una serie di comunicati dell'EZLN (la tredicesima "stele") annuncia cambiamenti interni e una ristrutturazione delle relazioni con la società civile nazionale e internazionale. Gli zapatisti decidono di sospendere qualsiasi contatto con il governo messicano e i partiti politici. Il subcomandante Marcos è designato temporaneamente portavoce dei municipi autonomi.
Il 23 dicembre, a Queretaro, viene liberato il penultimo prigioniero zapatista. Delle tre condizioni poste dall'EZLN per la ripresa dei dialoghi di pace, il governo deve ottemperare ancora alla più importante: l'approvazione di una ley indigena che recepisca gli accordi di San Andrès.
Costituzione
Il Messico è una repubblica federale costituita da 31 stati (il nome ufficiale è Stati Uniti Messicani) la cui capitale federale è Città del Messico (Ciudad de México).
Il potere legislativo spetta al Congresso formato da Senato e Camera dei Deputati eletta a suffragio universale mentre il potere esecutivo spetta al Presidente della Repubblica eletto per sei anni a suffragio diretto.
La Costituzione degli Stati Uniti Messicani è del 5 febbraio 1917. Oltre a tendere alla soppressione dei privilegi del clero (titolo VI), fu caratterizzata da un orientamento fortemente socialista, particolarmente esplicito nell'articolo 27, nel quale si prevede che la proprietà della terra appartiene allo Stato, il quale ha il diritto di cederla ai privati.
Tutto il titolo VI, inoltre, riguarda il diritto al lavoro ed alla previdenza sociale, compresi dunque i diritti sindacali ed il diritto di sciopero.
La legislazione messicana è composta da leggi federali e leggi dei singoli Stati (i quali possiedono anche un codice civile e penale lolcali) comunque subordinate alla costituzione e alle leggi federali.
Situazione politica
Nel 2000 venne eletto Presidente del Messico Vicente Fox, esponente della destra cattolico-integralista messicana, strettamente legato agli Stati Uniti e alla loro politica. Dopo ben 13 elezioni presidenziali vinte dal Partito Rivoluzionario Istituzionale (ultimo presidente Ernesto Zedillo) i messicani scelgono una strada diversa.
Il 3 luglio 2006 ci sono state le elezioni presidenziali nelle quali, dopo un serrato testa a testa ha vinto, con uno scarto dello 0,57%, il candidato della destra Felipe Calderon (Partito d'Azione Nazionale, di impostazione cattolica e conservatrice, appoggiato dai ceti alti del mondo economico e finanziario e dal precedente governo).
Il suo principale rivale, Andres Manuel Lopez Obrador del Partito della Rivoluzione Democratica, non ha trovato l'accordo con il resto della sinistra, una disfatta per le sinistre perché assieme a Roberto Madrazo (del Partito Rivoluzionario Istituzionale) avrebbero raccolto un numero di voti largamente sufficienti a battere la destra.
La campagna elettorale è avvenuta all'insegna della disponibilità degli zapatisti e di forti polemiche di frodi elettorali; tuttavia il riconteggio dei voti ha confermato la vittoria di Calderon, che ora non potrà permettersi sbagli nella gestione della cosa pubblica in quanto non sufficientemente appoggiato ad una forte maggioranza dei messicani.
Economia
Il Messico occupa una posizione di primo piano tra i Paesi in via di sviluppo ed è la nazione che ha sviluppato il maggior numero di trattati di libero commercio con il resto del mondo.
Grazie alla sua favorevole posizione geografica tra gli Stati Uniti e l'America Latina ha vissuto negli ultimi decenni un notevole sviluppo economico e si colloca per importanza economica al secondo posto tra gli Stati dell'America Latina preceduto solo dal Brasile. Nonostante ciò il Messico risente ancora di squilibri sociali e territoriali molto marcati e lo Stato interviene con molteplici iniziative allo scopo di porre rimedio alle più pesanti sperequazioni ed eliminare le maggiori sacche d'arretratezza.
Dopo la rivoluzione zapatista in Chiapas del 1994, dal 2004 sono stati sottoscritti accordi per i quali gli indigeni possono accedere a finanziamenti per lo sviluppo locale.
La cprincipale coltura agricola è il mais coltivato tanto dai piccoli proprietari terrieri quanto dalle grandi e più moderne aziende agricole.
Nelle zone del nord è diffuso il frumento e nei bassopiani umidi è praticata la risicoltura. Fondamentale pure la coltivazione dei fagioli che insieme al mais sono alla base dell'alimentazione messicana. Nelle zone meridionali il clima consente buoni raccolti di frutta tropicale (banane, cocco, ananas); non meno importanti e coltivati un po' ovunque sono gli agrumi ai quali si aggiunge, nelle regioni asciutte del nord e del centro, la vite.
L'allevamento è un’attività importante: ha preminenza l'allevamento bovino da carne mentre nelle terre del centro e del sud prevale il bovino da latte.
All'interno del suo territorio si trovano giacimenti di petrolio, raffinerie, ed è un importante esportatore di greggio. E' il primo produttore al mondo d'argento che si estrae da miniere antichissime.
E' tra i primi produttori al mondo di piombo. Ha industrie siderurgiche, meccaniche, tessili, ma le importazioni superano ancora notevolmente le esportazioni e appesantiscono la bilancia dei pagamenti.
L'inflazione che, solo 10 anni fa era al 30%, oggi si aggira nonostante le diverse cure ancora sul 18%. Cospicuo è l'apporto valutario degli oltre 6 milioni di turisti che ogni anno visitano il Paese.
Festival e tradizioni
Feste se ne celebrano ovunque e tutti i pretesti sono buoni. Fondamentale, per saperne di più, è un libretto edito in Messico, vera e propria bibbia per sapere dove e quando andare: Fiestas de México, Guias Panorama.
Tra le feste da non perdere segnaliamo:
- Celebrato in tutto il Paese con danze, sfilate e musiche, il giorno della Candelora (2 febbraio) è uno degli eventi clou del calendario messicano. Ha origine dall'antica usanza di celebrare la nascita di Gesù nel pieno dell'inverno, a metà tra il solstizio e l'equinozio. La tradizione prevede processioni a lume di candela seguite da feste con gli amici e le persone care.
- Città del Messico, El Grito, ovvero l'insurrezione contro l'impero spagnolo capeggiata dal mitico padre Hidalgo. La notte del 15 settembre una folla enorme si riunisce nello Zocalo, tra la Cattedrale e il Palacio Nacional, con innumerevoli banchetti che vendono i cibi più inverosimili, il tutto in un crescendo fino al mattino.
- Città del Messico, Festa della Madonna di Guadalupe: nella prima metà del mese di dicembre, a partire dal giorno 3, processioni di contadini provenienti da tutto il Messico affluiscono nel grande santuario, e tra l'undicesimo e il dodicesimo giorno ufficiale della festa in migliaia ballano ininterrottamente le spettacolari " danze della Conquista". Il personaggio principale, che raffigura la morte con una maschera nera sul viso e una falce in mano, si aggira tra Mori che hanno copricapi sormontati da mezzelune e cristiani che brandiscono croci. Nell'enorme piazzale i venditori offrono la Gordita de la Virgen, una torta di mais a forma di Madonna.
- Aguascalintes, Fiera di San Marco: dal 18 aprile al 10 maggio nella città di Aguascalientes, capitale dell'omonimo stato, si svolge la più importante fiera del Messico. L'apice é raggiunto il 25 aprile, anniversario del santo patrono, con una grande parata seguita da rodei, corride, fuochi d'artificio e peleas de gallos, combattimenti di galli.
- Huejotzingo (Puebla), Carnevale: uno dei più affascinanti carnevali messicani che raggiunge il culmine il martedì grasso con la battaglia tra due gruppi di abitanti del paese, i "francesi" e i "messicani"; migliaia di persone per le strade hanno tutti il volto coperto da bellissime maschere in legno.
- Janitzio (Michoacàn), Dia de los muertos: è un' occasione per capire il rapporto che hanno i messicani con la morte, esorcizzata in molti modi. I riti più impressionanti si celebrano nei villaggi Purepecha intorno al lago Janitzio quando, nella notte che precede il 2 novembre, l'intera popolazione si riversa nei cimiteri dove porta cibo e bevande trascorrendo la notte a dialogare con i defunti.
- Juchitàn (Oaxaca), Festa di San Isidro: le donne dell'istmo, che controllano il commercio locale e quindi sono economicamente autonome, celebrano la loro indipendenza in grandi feste con bellissimi balli che culminano nella Tirada de Frutas, il 15 maggio, quando dall'alto dei tetti bersagliano con ortaggi vari gli uomini in strada.
- Oaxaca, Guelaguetza: il terzo e l'ultimo lunedì di luglio, allo Stadio del Cerro del Fortin, esibizione di gruppi di danzatori che provengono dalle sette regioni dello stato di Oaxaca; è un'ottima occasione per ammirare splendidi costumi tradizionali e balli che spesso hanno origini antichissime legate ai miti preispanici.
- Papantla (Veracruz), Voladores: la cerimonia, nata come rito di fecondazione della terra, si svolge il 29 giugno: i cinque voladores partecipanti scalano un palo alto più di 20 m e cominciano lentamente a danzare al ritmo di suoni arcaici suonati da uno di loro. Poi i quattro rimanenti voladores, che rappresentano uomini-uccello, si appendono per i piedi a lunghe funi e scendono lentamente verso terra mentre il palo gira.
- San Juan Chamula (Chiapas), Carnevale: le cerimonie che celebrano i cinque "giorni perduti" del calendario Maya sono molto suggestive come quando gruppi di uomini saltano attraverso una barricata incendiata davanti alla chiesa. Attenzione agli Indios Chamula: non amano i turisti ed è assolutamente proibito scattare fotografie mantenendo quindi un atteggiamento di massimo rispetto.
Giorni di festa nazionale sono: 1 gennaio, 5 e 24 febbraio, 1 e 5 maggio, 16 settembre, 12 ottobre, 20 novembre e 25 dicembre.
Central America and the Caribbean Regions
martedì 15 maggio 2012
Guida Messico
Guida Trinidad Tobago
http://www.imondonauti.it/americhe/guida_trinidad_e_tobago.htm
Burocrazia e sanità in breve
Visto Turistico Permesso di soggiorno rilasciato all'entrata nel Paese
Passaporto Necessario
Vaccino Febbre Gialla Necessaria a chi proviene da zone infette
Profilassi Antimalarica Non necessaria
Vaccino Epatite A Consigliato
Vaccino Epatite B Consigliato per chi sosta a lungo
Vaccino Antitifico Consigliato
Burocrazia e visti
Per soggiornare a Trinidad e Tobago occorre il passaporto valido per il periodo di permanenza nonchè un biglietto di ritorno o di proseguimento del viaggio. Il permesso di soggiorno viene apposto sui formulari distribuiti dalle compagnie aeree.
Vaccinazioni
A Trinidad e Tobago non vi è rischio malarico e nessuna vaccinazione è obbligatoria.
Ora
Trinidad e Tobago hanno 5 ore in meno rispetto all’Italia (se in Italia sono le 12.00 a T&T saranno le 7.00 del mattino). Durante l’ora legale italiana la differenza sarà di 6 ore.
Quando andare
Il periodo migliore per una visita a T&T va da dicembre ad aprile, durante la stagione secca.
Quanto stare
Almeno due settimane di soggiorno sono necessarie per visitare con calma le isole e per ammortizzare i costi del volo.
Da mettere in valigia
Scarpe e vestiti comodi per le vostre escursioni e, se vi trovate a Trinidad, e desiderate recarvi a teatro od in qualsiasi altro locale vestitevi come siete abituati, (però non in modo elegante, tutti qui vestono abbastanza “comodi”). Il costume da bagno è fondamentale unito a qualsiasi altro indumento necessario per rilassarsi in spiaggia. Non dimenticate repellenti contro le zanzare (fastidiosissime) e creme super protettive per il sole tropicale.
Elettricità
Indispensabili adattatori per prese con spina inglese.
É da tenere presente che gli adattatori non modificano in alcun modo la tensione o la frequenza della presa ma si limitano ad adattarne fisicamente l'ingresso alle spine italiane.
In questo paese ( Trinidad e Tobago) abbiamo un voltaggio di 115 V con una frequenza di 60 Hz , e le seguenti prese:
Americana con contatto a terra
Indirizzi utili
Burocrazia e Visti
Ambasciata d’Italia in Venezuela Edificio Atrium-ph, Calle Sorocaima entre Av. Tam, Caracas (Venezuela)
tel: +58-212-9527311, fax: +58-212-9524960
posta elettronica: ambcaracas@esteri.it
sito web: www.italamb.org.ve
Consolato di Trinidad e Tobago Lungotevere A. da Brescia 9, Roma
tel: 06-3214643
Consolato onorario d'Italia Carribbean Development Complex, Eastern Main Road, Port of Spain
tel: 001-868-6620861
tel 2: 001-868-6627002
altre informazioni utili: Telefonare lun., merc. e ven. dalle 8 alle 14. Tel privato del console 001-868-6637002
Turismo e Cultura
T & T Tourism Office (Ufficio del Turismo) Mitrehouse, 66 Abbey Road, Bush Hill Park, Eufield (Gran Bretagna)
tel: 0044-2083501015, fax: 00442083501011
sito web: www.visittnt.com
Sanità e Sicurezza
Ambulanze tel: 990
Community Hospital of Seven Day Adventist Western Main Road, Port of Spain
tel: 6621191
tel 2: 6621192, tel 3: 6223048
Medical Associates Albert and Abercromby Street, St. Joseph
tel: 6622766
tel 2: 6623256
Mount Hope Medical Sciences Complex St. Augustine -Università
tel: 6454673
tel 2: 6452640, tel 3: emergenze: 6454357
Polizia tel: 999
St. Clair Medical Centre 18 Elizabeth Street, St. Claire, Port of Spain
tel: 6821451
tel 2: 6821452, tel 3: 6828615
Come arrivare
Non esistono voli diretti dall'Italia per Trinidad e Tobago. Da Roma, con British Airways, è possibile arrivare a Trinidad dopo circa 12 ore, facendo scalo a Londra e Barbados. Altri collegamenti sono offerti da KLM, da American Airlines via Miami, da Caledonian via Londra, da Guyana Airways via Georgetown, da Air Canada via Toronto ecc.
Tasse di ingresso-imbarco
Esiste una tassa di imbarco di $TT 75 da pagare in valuta locale al momento della partenza al primo piano dell’aeroporto. Negli spostamenti fra Trinidad e Tobago non si deve pagare nessuna tassa.
Cosa vedere e cosa fare
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A Tobago
La natura è seduta sull’altare in quest’isola, anche se la fauna è meno ricca rispetto a Trinidad.
Le spiagge sono numerose. Ricordiamo la famosa Pigeon Point, spiaggia bianca, mare cristallino con palme che vi si affacciano, in cui ha sede uno dei vari centri diving dell’isola; Store Bay, popolare e piccola spiaggia marrone nelle cui acque potete incontrare nuvole di pellicani e da cui si può partire per escursioni a Buccoo Reef, barriera corallina protetta (i tour partono anche direttamente dal villaggio di Buccoo. Barche con fondale in vetro vi forniscono interamente l’equipaggiamento. Fate molta attenzione perché le guide stesse non si curano molto della possibilità di danneggiare i coralli. Siate voi responsabili dei vostri movimenti!); Mt Irvine Bay, acque calme per la maggior parte del tempo che si trasformano nel paradiso dei surfers quando il vento porta con sè le onde giuste; Englishman’s Bay, sabbia dorata in cui abbandonarsi, vicina ai villaggi di pescatori Parlatuvier e Castara dove piroghe e attività di pesca rispecchiano uno stile di vita che sta scomparendo.
Pirates’ Bay, raggiungibile in venti minuti a piedi dall’isolato e "dipinto" villaggio di Charlotteville, in cui potrete godere sognati tramonti o essere raggiunti durante il giorno dalle fregate che qui vengono a cibarsi; Speyside, dove ci si può lasciare sorprendere da pescatori che condividono con te il loro pesce accompagnato dal frutto del pane, rigorosamente alla brace, servito su foglie di noce di cocco adagiate sulla sabbia insieme al loro dissetante frutto raccolto sul momento. Da qui è possibile giungere a Little Tobago, riserva ornitologica a 2 km dalla costa.
King’s Bay dalla quale proseguire verso le cascate Argyle, vicino Roxborough, per camminare insieme alla guida ( che v’illustrerà flora e fauna circostante), verso una dolce piscina naturale in cui granchietti, padroni di casa, vi faranno compagnia. Tra Roxborough e Bloody Bay, attraverso un panorama coinvolgente, la strada vi conduce alla Tobago Forest Reserve, parco naturale dal 1765, il più antico dei Caraibi. Da qui strade secondarie vi permettono di immergervi nella foresta pluviale con la possibilità di fantastici incontri con pappagalli, colibrì, momotidi, picchi, trogoni. Non dimentichiamo la presenza delle tartarughe liuto, le più grandi testuggini marine tra le specie esistenti, che depongono le uova sulle spiagge di alcuni hotel, Grafton Beach Resort e Turtle Beach Hotel, che organizzano serate per godere l’evento della deposizione delle uova (periodo riproduttivo tra marzo e luglio. Ricordate di non disturbare la deposizione come se foste voi a dover deporre).
Infine, se dovete decidere per qualcosa di più culturale, passate a Fort King George a Scarborough, fortezza costruita dagli inglesi ed unica struttura militare a ricordare il passato coloniale dell'isola; qui, sul faro, una lampada da soli 3000 watt è visibile a ben 50 km di distanza grazie ad una lente Fresnel ormai in disuso nel mondo.
A Trinidad
Visitare la capitale Port of Spain, anche se molto caotica, è immergersi nella più viva città di tutti i Caraibi, in particolare durante le settimane che precedono l’arrivo del Carnevale. Ci sono teatri, club e cinema che, durante la serata, offrono spettacoli e musica jazz o calypso (l’anima di T&T); numerosi uffici, una zona commerciale estesa, ovviamente un porto in cui si concentrano gli scambi con le altre isole ed una vita notturna affascinante ma non priva di forti pericoli. Divenne capitale nel 1757, conserva tracce del colonialismo ma sono pochi gli edifici che meritano di essere visitati: lungo Queen’s Park Savannah, parte di una vecchia piantagione di zucchero oggi parco pubblico, troviamo the Magnificent Seven, pittoreschi palazzi coloniali di fine Ottocento inizi Novecento. Lasciandovi coinvolgere nella quotidianità cittadina di queste strade immerse nella confusione, incontrerete molti angoli speciali in cui perdervi. Se volete inoltre addentrarvi nella vita “comune” e fare le ore piccole, dirigetevi verso St. James oppure, se volete ascoltare le steelbands, i caratteristici suonatori di “bidoni”, recatevi all’Amocoo Renegades’ in Charlotte St. e al Petrotrin Invaders in Tragaret Rd oppure fermatevi davanti ad uno dei molteplici panyards, palchi per questi suonatori dislocati nella città. Per condividere la natura del luogo, il Botanical Gardens, realizzato nel 1820, è una piacevole visita prima di affrontare le possibili numerose escursioni in tutta l’isola
Le spiagge: Maracas Bay, la più frequentata della costa nord, raggiungibile attraverso una panoramica strada costiera immersa nella foresta, non lontana dalle cascate omonime. Tryco Bay , più tranquilla e Las Cuevas da cui si può partire per raggiungere Arima, punto più alto dell’isola; ad est: Manzanilla Beach, sabbia marrone con palme, campanelle bianche e forti venti e Mayaro più a sud, entrambe sull’ Oceano Atlantico.
Nella zona centro meridionale una curiosità è Devil’s Woodyard, “vulcani di fango”, una delle piccole montagnole di fango formatesi a causa di gas sprigionati dalla terra, non lontano da San Fernando, seconda ed ultima città dell’isola.
La natura è meravigliosa: Asa Wright Nature Centre and Lodge, vecchie piantagioni di cacao e caffè trasformate in riserva naturale. Ottanta ettari nel cuore della foresta pluviale della catena montuosa Northern Range popolata da 100 specie d’uccelli: momotidi, picchi, tanagre, colibrì, manachini ed il raro guagiaro notturno. Matura e Grande Rivière, spiagge in cui nidificano alcune specie di tartarughe. La prima è protetta e il permesso di visitarla va richiesto al Widlife Division of the Foresty Department.
Nariva Swamp, complesso d’acqua dolce che include il Bush Bush Widlife Sanctuary, paradiso delle scimmie aluatte rosse, caimani e manatee, sempre visitabile con permesso. Caroni Bird Sanctuary dove, in una grande zona umida salmastra nidifica l’ibis scarlatto che al tramonto rientra appollaiandosi sulle mangrovie bianche, rosse e nere, illuminandole così di colori sorprendenti (da marzo a luglio è molto difficile avvistarlo). Non mancano oltre 140 specie d’uccelli tra cui l’airone tricolore, il cormorano tropicale, l’aninga e l’enorme cuculo). Il Vega Garden Centre, costruito nel 1988, è un’enorme collezione di piante tropicali e fiori. Pointe-à-Pierre Wild Fowl Trust: fondazione per la salvaguardia degli uccelli selvatici in via d’estinzione e della tartaruga liuto che depone le uova sulla spiaggia di questa riserva palustre che, nonostante sia situata in una ricca regione petrolifera offre, però, un’alta concentrazione d’uccelli ( circa 90specie selvatiche ed in cattività) in uno spazio di 26 ettari.
Per ulteriori notizie pratiche su cosa vedere:
Itinerari consigliati e raccontati
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Come spostarsi
Voli interni
È possibile spostarsi tra le due isole in aereo con Air Carribian, che permette il collegamento in soli 15 minuti.
Mezzi pubblici
A Trinidad e Tobago non esistono nè rete ferroviaria nè rete autostradale. Per gli spostamenti la popolazione locale usa i maxi taxi, piccoli bus che però consigliamo di usare con estrema prudenza visto l'alto tasso di microcriminalità a bordo e l'alto numero di incidenti stradali. Il tragitto è fisso, i prezzi economici e sono riconoscibili dalla lettera H sulla targa. In alternativa potete usare un taxi: attenzione ai taxisti che spesso sparano cifre eccessive, anche se le tariffe per vari tragitti sono fissate dal governo con aumenti del 50% dopo le 21.00. A Tobago, un servizio di autobus collega Crow Point Airport e Scarborough con corse ogni 30 minuti dalle 6.30 alle 20.00; quelli che viaggiano tra Scarborough e Charlotteville sono molto meno frequenti e costano 2TT$. I mezzi che collegano Scarborough a Plymouth e Mt.Irvine costano TT$ 0.75.
In Trinidad, invece, circolano due tipi d’autobus: normali ed espresso. I primi, bianchi e azzurri, sono utilizzati soprattutto dai ragazzi per andare a scuola e dai venditori per raggiungere la città, i secondi, rossi, bianchi e neri con aria condizionata, hanno servizi più regolari e nei giorni feriali assicurano rapidi spostamenti tra le principali città di Trinidad. Dalle 5.00 alle 23.00 è attivo un servizio autobus dall’aeroporto di Port of Spain con partenze ogni ora (vicino al parcheggio dell’autonoleggio; TT$ 1.50). Per informazioni relative ai trasporti potete rivolgervi ad un conducente o presso uffici turistici; i biglietti vanno acquistati prima di salire.
Mezzi a noleggio
Il noleggio di un auto consente di muoversi in autonomia: il costo va dai 40 agli 85 USD al giorno, a seconda del tipo di auto scelto. Vi sono tantissimi rent-a-car in Trinidad o in Tobago, molti dei quali localizzati nelle vicinanze dei rispettivi aeroporti (età minima per il noleggio 21 anni). Il noleggio di una moto va invece dai 15 ai 25 USD sempre per giorno.
Altri mezzi
Per andare da Trinidad a Tobago c'è un servizio di ferry (durata circa 5 ore; Port of Spain, tel. 625-4906/3055; Scarborough, Tobago, tel. 639-2417).
Patente
E' necessaria la patente di guida con traduzione dei dati della patente italiana. La guida è a sinistra.
Carburante
La benzina verde (95 ottani) costa 2,80 $TT al litro; i benzinai al di fuori dei centri urbani chiudono presto e non se ne incontrano tanti.
Dormire
È facile trovare da dormire sul posto, grazie agli uffici turistici oppure alle guide che trovate a disposizione in questi ultimi, sia in hotel, a prezzi elevati e con tutti i comfort (US$60/70 fino ancheUS$215), sia in sistemazioni più economiche: appartamenti (US$25/30fino ad US$ 60/100 in appartamenti per 6/8 persone), pensioni, piccoli alberghi, bed & breakfast (US$ 20/55). A Trinidad, durante il periodo del Carnevale, i prezzi sono maggiorati ed è difficoltoso trovare un alloggio, conviene perciò prenotare in anticipo.
Il giorno in cui arrivai all’aeroporto di Tobago mi recai al vicinissimo ufficio del turismo dove mi fu consigliato un fantastico alloggio: Sea Edge, Mt.Irvine, Tobago, tel. o fax 809-639-9052; la gentilissima signora che vi ospita è Gemma Shaw che vi può fare alloggiare in piccole depandance nel meraviglioso parco coperto di palme da cocco, manghi, aloe ed altre piante locali e che termina con una scogliera a picco sul mare dove poter godervi magnifici tramonti, oppure in appartamenti ricavati in una zona appartata della casa (nov-apr US$50/70, mag-ott US$ 35/55 la doppia).
Mangiare
Ci sono numerosi ristoranti sparsi un po’ ovunque e per tutte le tasche. I cibi e i nomi di questi rispecchiano la popolazione multietnica di T&T. Vengono utilizzate molte spezie, in modo particolare il pepe che si può trovare fresco (scotch bonnet) giallo, arancione e verde ed è probabilmente originario del Centro America. E' utilizzato nel pelau, riso con carne e piselli insaporiti con cannella e noce di cocco od altre varianti, versione trinidadiana del pilaf, che spesso accompagna i picnic alla spiaggia insieme al più mangiato shark and bake, tranci di squalo fritti e insaporiti con chadon beni, salsa di erbe piccante, in panino (Maracas Bay).
Il callaloo è invece un passato di gombo e spinaci, piatto dell’Africa dell’ovest mentre il roti, altro snack reperibile in ogni dove, di provenienza indiana, è un insieme di vegetali al curry e carne avvolti in un soffice foglio di pane. Una variante di quest’ultimo, per i vegetariani, è il doubles, ceci al curry avvolti sempre in fogli di pane morbido. A Tobago potete mangiare un tipico piatto locale, il crub and dumpling, granchi accompagnati ad una specie di pasta fatta a mano con farina di grano e insaporiti con il curry.
Ciò che non può mancare in accompagnamento ai vostri pasti veloci, e non, è la birra dei Caraibi orientali, la famosa Carib, prodotta proprio a Trinidad. Non dimentichiamo inoltre la produzione del rum di Trinidad: Vat19 e Royal Oak. Il rum è un ingrediente fondamentale della torta nera fruity black cakes proposta per matrimoni e per il periodo natalizio e del poncha crema, miscela di latte e liquore con angostura, bevanda anche questa natalizia.
Moneta e carte di credito
La moneta di Trinidad e Tobago è il dollaro di Trinidad e Tobago ($TT).
Le banche sono aperte con orario lun.-giov. 9-14, ven. 9-12, 15-17 a Trinidad; lun-giov. 8-11, 12-14, ven. 8-12, 15-17 a Tobago.
E' possibile pagare in dollari.
Le carte di credito Visa e MasterCard sono utilizzabili nella maggior parte dei ristoranti, degli alberghi e dei negozi con prezzi moderati.
I traveller’s cheque si possono cambiare alla Citybank in Independence Square North senza che sia richiesta la commissione o alla Bank of Commerce accanto alla prima.
Altre banche si trovano lungo Frederick St. e Park St., tutte a Port of Spain in Trinidad.
A Tobago, invece, vi dovete recare alla Royal Bank, all’angolo tra Main St. e Bacolet St., a Scarborough. Una piccola banca è situata nell’edificio vicino all’aeroporto ma è aperta solo poche ore durante il giorno.
Cambio attuale:
1 Euro = 8,44 Dollaro Trinidad eTobago
1 USD = 6,38 Dollaro Trinidad eTobago
dati aggiornati al 28/11/11
Posta e telefono
Potete trovare comodamente uffici postali in tutte le maggiori località; i francobolli sono acquistabili alberghi e drugstore mentre telegrammi e telefax si possono spedire da alcuni alberghi e uffici postali. A Port of Spain le Poste sono aperte con orario 7-17.
Per telefonare dall’Italia a Trinidad e Tobago bisogna comporre lo 001-868 seguito dal prefisso della località senza lo zero e dal numero dell’abbonato.
Per chiamare l’Italia da Trinidad e Tobago bisogna comporre le 011-39 seguito dal numero dell’abbonato.
Il sistema telefonico è digitale e tutti i servizi sono fruibili; tessere telefoniche prepagate sono facilmente reperibili in aeroporti, centri commerciali ed altri posti pubblici, anche supermercati.
Sanità
Si trova acqua in bottiglia ovunque e quella di rubinetto è sempre potabile. Anche le noci di cocco da bere che si trovano lungo le strade sono super dissetanti e le potete berne il latte con tranquillità. Ho incontrato, durante escursioni nella foresta in Tobago, chioschi dove era possibile acquistare frullati eccezionali: anche in quest’occasione non ho avuto problemi d’alcun tipo nei giorni successivi all’ingestione.
Comunque, conservare le normali precauzioni igienico sanitarie resta comunque sempre consigliabile. Il rischio durante i rapporti sessuali non protetti è alto dato che a T&T c’è un’alta concentrazione di malati di AIDS. Si segnala la presenza del virus del dengue diffuso dalla zanzara Aedes Aegypti che prolifera nelle zone umide e nelle acque stagnanti. Tale virus è in grado di diffondersi con grande velocità soprattutto durante la stagione delle piogge. In caso di febbre, mal di testa, dolori muscolari, vomito, diarrea, eruzioni cutanee è quindi opportuno farsi visitare da un medico e non assumere farmaci tipo aspirina e affini in quanto possono produrre anche conseguenze letali ha chi ha contratto il dengue e non un banale stato febbrile.
Le strutture sanitarie pubbliche sono piuttosto costose; da preferirsi pertanto quelle private, di buon livello (per gli indirizzi, vedi tabella Sanità e Sicurezza). In ogni caso si consiglia vivamente di stipulare, prima della partenza, una buona assicurazione sanitaria internazionale. Le medicine di prima necessità di trovano con facilità.
Sicurezza
Sono da considerarsi a rischio le zone urbane di Port of Spain nelle ore serali e notturne mentre, in generale, si consiglia cautela in tutta Trinidad (varie rapine contro turisti). A tal fine si consiglia di farsi venire a prendere da un taxi dell'hotel precedentemente prenotato se si arriva in aeroporto di notte.
Tobago è più tranquilla, ma anche qui è meglio, non frequentare spiagge, aree isolate in solitudine o durante la notte. Prendete le precauzioni che prendereste in qualsiasi altro posto e diffidate di chi insistentemente si propone come guida, soprattutto se siete ragazze.
Possedere droghe è totalmente illegale, anche per uso personale ed anche se si tratta di marijuana.
Pesanti le pene previste per reati di natura sessuale.
Comportamenti
Tenete presente che nelle spiagge è vietato l'uso del topless.
Viaggiare con bambini
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Curiosità
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Guide e libri
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Il paese in cifre
Capitale Port of Spain
Superficie kmq 4827 (Trinidad); kmq 300 (Tobago)
Popolazione 1.211.000 ab. (Trinidad); 51.000 ab. (Tobago)
Densità 215 ab./kmq
Religione cattolici 29%, indù 24%, anglicani 11%, musulmani 6%, presbiteriani, evangelici, fede tradizionale africana.
Geografia e territorio
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Situate nell’arcipelago delle Piccole Antille, circa 11° latitudine nord e 62° longitudine ovest, Trinidad e Tobago sono due isole che distano solo 11 km dal continente sudamericano, precisamente dal Venezuela. Trinidad, l’isola più meridionale e maggiormente estesa, circa 80 km da nord a sud e 64 km da est ad ovest, è separata dalla costa venezuelana dal Golfo di Paria. Solo 33 km la distanziano, invece, da Tobago (conosciuta come Robinson Crusoe), la quale occupa una superficie di circa 60 km, nord-sud, per 4 km, est-ovest. Entrambe queste isole, a differenza delle Piccole e Grandi Antille, sono geologicamente accomunate al Venezuela. Le caratteristiche geologiche, morfologiche e naturalistiche mostrano le tracce di questo passato continentale: la Northen Range a Trinidad rappresenta il proseguimento settentrionale della catena delle Ande e raggiunge il suo punto più alto nel Cerro del Aripo, un rilievo di 940 m.
Contrariamente al resto dei Caraibi (dove troviamo isole di origine vulcanica povere di specie) a Trinidad è presente una fauna e una flora particolarmente ricca e variopinta con foreste rigogliose, acquitrini di mangrovie, zone pianeggianti e collinari che rendono il paesaggio molto vario. La piccola Tobago, invece, raggiunge il suo punto più alto, tra giungle e distese di giganteschi bambù, nei circa 570 m dell'area collinare posta al centro dell’isola e, dalla quale, valli fertili si estendono verso la costa dove si lascia spazio alle molteplici spiagge e baie circondate da palme.
Ecologia e ambiente
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Clima
Influenzato dagli alisei e dalle brezze marine mitigatrici, questo Paese ha un clima eccezionale che non lascia spazio alla bassa stagione con temperature medie di 29° C. Facendo riferimento a Port of Spain, la massima è di 31° C e di 22° C la minima di luglio.
La stagione delle piogge va da maggio a novembre, con piogge in molti casi brevi ed improvvise; quella secca va da dicembre ad aprile con un tasso d’umidità relativa del 74%, mentre, nel resto dell’anno, oscilla tra l’83% ed il 78%.
Ci possono essere grossi temporali durante la seconda metà d’ottobre e novembre, quando uragani si formano più a nord.
Giugno è il mese più piovoso, febbraio e marzo i più aridi.
Tobago è leggermente più fresca e meno umida rispetto a Trinidad.
Per maggiori informazioni sulle condizioni metereologiche del Paese e dell'area caraibica potete consultare www.nhc.noaa.gov
Popolazione
Ci sono circa 1,3 milioni di persone in Trinidad e Tobago, provenienti da diverse parti del mondo: Africa (43%), India (36%), Europa, Siria, Libano e Cina. Nella zona d’Arima, cittadina centro meridionale, vive una minoranza formata da poche centinaia di discendenti dei Caribi, il popolo che per primo abitò l’isola. La popolazione di Tobago è quindi per la maggior parte di discendenza africana.
Lingua
L’inglese è la lingua ufficiale.
Il vecchio francese è per lo più scomparso mentre in molte comunità indiane è utilizzato l’hindi.
Il creolo-inglese, il patois (dialetto creolo-francese), lo spagnolo e il cinese sono parlati dalle altre minoranze etniche.
Religione
La maggior parte della popolazione è cattolica (29%) e indù (24%). Sono comunque presenti molte altre religioni: anglicana (11%), musulmana (6%), presbiteriana, metodista, evangelica ed altre fedi tradizionali africane.
Storia
Le isole furono scoperte da Cristoforo Colombo nel 1498 divenendo dominio spagnolo fino agli inizi dell'Ottocento quando entrarono a far parte delle colonie inglesi: Trinidad nel 1797 e Tobago nel 1802. Le due isole furono unite in un'unica colonia nel 1888. Trinidad e Tobago divennero indipendenti nel 1962 mentre dal 1976 sono una Repubblica presidenziale.
Costituzione
Trinidad e Tobago si resero indipendenti dalla Gran Bretagna nel 1962 e divennero così un governo democratico a tutti gli effetti. T&T sono una repubblica facente parte del Commonwealth dal 1976, con un Presidente in veste di Capo di Stato. Il potere esecutivo è esercitato dal Primo Ministro e del Consiglio dei Ministri. La funzione legislativa è affidata ad un Parlamento composto da una Camera dei rappresentanti con 36 membri eletti a suffragio universale ogni cinque anni, e da un Senato con 31 membri nominati dal presidente su designazione del primo ministro e del leader dell’opposizione.
Le forze politiche si distinguono soprattutto per una base etnica: il PNM è il partito più importante degli Afro-Trinidadiani mentre l’UNC è il partito di opposizione che rappresenta gli interessi della comunità asiatica. Tobago possiede un organo politico distaccato, la Camera dell’Assemblea, un’assemblea legislativa costituita nel 1980, che dal 1987 ha potere decisionale sugli interessi locali per evitare intromissioni negli affari interni dei partiti politici dominanti a Trinidad. Il Presidente Arthur N. R. Robinson è Capo di Stato, e il Governo è formato dal United National Congress sostenuto dal National Alliance for Recostructio, sotto il Primo Ministro Basdeo Panday, tornato in carica al termine delle elezioni generali del 9 novembre del ’95.
Situazione politica
Attuale Presidente dello Stato è Arthur N.R. Robinson. Primo Ministro è Basdeo Panday.
Economia
Trinidad è un paese che possiede risorse minerarie quali carbone, ferro, calcaree e soprattutto importanti giacimenti di gas naturale e petrolio. Le esportazioni petrolifere incidono quasi del 50% sulle entrate dello Stato. La dipendenza però dai mercati mondiali del greggio ha determinato una crescita economica discontinua che ha condotto il governo ad appoggiare nuove attività. Nelle isole, numerose sono le aziende di trasformazione di prodotti agricoli, stabilimenti di fertilizzanti, cemento, acciaio e apparecchi elettronici. L’agricoltura fornisce soprattutto zucchero, riso, cacao, cedro e caffè. Il turismo come fonte di ricchezza nazionale sta crescendo in questi anni: a Tobago è, infatti, fonte d’occupazione assieme alla pesca e all’impiego pubblico.
Festival e tradizioni
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Alcuni eventi segnalati:
( Febbraio )
Popolare in tutti i Caraibi, e non solo, il Carnevale è una festa che coinvolge veramente tutti, indipendentemente dalla provenienza etnica, accompagnata rigorosamente dalla musica del calypso (o kaiso) e delle steelbands che si diffonde per le strade con particolare imponenza nel centro di Port of Spain dove si concentrano le maggiori competizioni (Queen' s Park Savannah). Pensate che terminato un Carnevale si cominciano i preparativi per quello successivo, anche se la stagione ufficiale parte dopo le feste natalizie.
Introdotta dai colonizzatori cattolici francesi alla fine del XVIII sec. come festività religiosa precedente il periodo di Quaresima, si è trasformata, con l' emancipazione avvenuta nel 1830, in festa popolare, abbandonando la connotazione data dai coloni e lasciando spazio alla classe africana che celebra unione e fratellanza. Questo spirito rivoluzionario assunto dal Carnevale fu ridimensionato successivamente ai violenti scontri con le autorità colone durante il XIX sec. Tuttavia, il festival moderno conserva ancora questo spirito di defiance, liberazione e irriverenza. Non perdete i panyards con concerti serali di steelbands e i mas (masquerade) camps dove sono creati i costumi. Eid-ul-Fitre (festa musulmana commemorativa del Ramadam); Carnevale (lunedì e martedì precedenti il Mercoledì delle ceneri).
( Marzo )
23 Phagwah festival Indù (originariamente annunciava l’arrivo della primavera indiana); Shouter Baptist Liberation Day.
Aprile: Corsa delle capre e dei granchi (Tobago); Maratona di Trinidad e Tobago. Maggio: Pan Ramajay Steelband Competition (celebrazione dello strumento nazionale- steelband- bidone con piano interno di metallo sagomato e suonato con bacchette).
( Giugno )
Hosay Festival (originariamente commemorazione funebre osservata dai musulmani sciiti nei loro Paesi, ha poi acquisito in Trinidad i toni del carnevale scandito dal ritmo dei tamburi- St. James in Port of Spain); 19 Festa del lavoro.
( Agosto )
Discovery Day (primo lunedì), oggi sostituita con il Giorno dell’Emancipazione dalla schiavitù (1° del mese); 31 Giorno dell’Indipendenza
( Ottobre )
manifestazione annuale delle orchidee; 30 Divali (festival indù della Luce). Novembre: Pan Jazz Festival. Dicembre: feste natalizie.
24 Giorno della Repubblica ( Settembre )
Carnevale ( Gennaio )
apre la stagione del Carnevale più famoso di tutti i Caraibi.
Tobago Heritage Festival ( Luglio )
durante le ultime due settimane del mese, un tributo alle tradizioni dell’isola al quale partecipano tutti i villaggi
Thanks to http://www.world66.com/
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http://creativecommons.org/licenses/by-sa/1.0 / ).
Trinidad and Tobago Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
Asa Wright Centre,Trinidad
Asa Wright Centre,Trinidad
R.K
Located just north of Venezuela, between the Caribbean Sea and the North Atlantic Ocean , the islands of Trinidad and Tobago offer some of the best holiday destinations of the Caribbean.
Due to this location, both islands enjoy a tropical climate and lush, dense vegetation which boasts many bird species (as a matter of fact, they are so numerous that Trinidad and Tobago are considered to be a bird watchers’ paradise). Other animals can be seen, such as butterflies, amphibians, monkeys and reptiles, including leatherback turtles that come to lay their eggs in the islands’ coastal regions (nesting season runs from March to August).
Although Trinidad is not known for its beaches, it has a few well worth a visit. Tobago, on the other hand, has many gorgeous and secluded beaches and bays, ideal for swimming and snorkelling. Diving is also a great option in Tobago, for it presents an abundant and diverse marine life. From rainy forests to mangrove swamps to beautiful unspoiled beaches and water falls, the islands offer nature lovers plenty of activities to engage in.
For Accommodation in Trinidad, Check this website :
http://www.BestOfTrinidadAndTobago.com
But nature lovers are not the only ones visiting this destination. Being much more developed and populated than Tobago, which remains more authentic, relaxed and slow paced, Trinidad has a rich nightlife with nightclubs, discos and casinos and a cosmopolitan feel, particularly in Port of Spain, the country's capital. Also, during Carnival (peak season), all islanders and many tourists gather on the streets of Trinidad and Tobago and party for days (celebrations begin right after Christmas!).
So, whether you are looking for peaceful and lovely beaches, great food, the contact with nature or wild parties, the islands of Trinidad and Tobago may certainly be the place for you.
________History
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Columbus landed in Trinidad in 1498 and the island was settled by the Spanish a century later. The original inhabitants-Arawak and Carib Indians-were largely wiped out by the Spanish colonizers and the survivors were gradually assimilated. Although it attracted French, free Black and other non-Spanish settlers Trinidad remained under Spanish rule until the British captured it in 1797. During the colonial period Trinidad's economy relied on large sugar and cocoa plantations.
Tobago's development was similar to other plantation islands in the Lesser Antilles and quite different from Trinidad's. During the colonial period French Dutch and British forces fought over possession of Tobago and the island changed hands 22 times more often than any other West Indian island. Tobago was finally ceded to Great Britain in 1814. Trinidad and Tobago were incorporated into a single colony in 1888.
In 1958 the United Kingdom tried to establish an independent Federation of the West Indies comprising most of the former British West Indies. However disagreement over the structure of the federation and Jamaica and Trinidad and Tobago's withdrawal soon led to its collapse. Trinidad and Tobago achieved full independence in 1962 and joined the British Commonwealth. It remained as a realm of Queen Elizabeth II represented by a Governor General until 1976 when it became a republic with a President as head of state.
Trinidad and Tobago's people are mainly of African or East Indian descent. Virtually all speak English. Small percentages also speak Hindi French patois and several other dialects. Trinidad has two major folk traditions: Creole and East Indian. Creole is a mixture of African elements with Spanish French and English colonial culture. Trinidad's East Indian culture came to the island with indentured servants brought to fill a labor shortage created by the emancipation of the African slaves in 1833. Most remained on the land and they still dominate the agricultural sector but many have become prominent in business and the professions. East Indians have retained much of their own way of life including Hindu and Muslim religious festivals and practices.
__________Practical Information
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Climate: Tropical climate with a dry season (from January to May) and a hotter wet season (from June to December). Average maximum temperatures are 32ºC (89º F) in Trinidad and a bit cooler in Tobago, due to trade winds. Annual rain falls is about 200 cm (40 inches) on most of the territory. The islands lie below the hurricane belt, although hurricane Ivan did strike Tobago ’s northern coast in September 2004; before this, however, Flora was the last hurricane to visit the islands back in 1963.
Currency and Costs: The local currency is the Trinidad & Tobago Dollar (TTD). As at July 2005, the exchange rate was:
1 EUR = 7.645 TTD 1 USD = 6.253 TTD
Although some hotels, restaurants and shops accept and quote their prices in EUR and USD, most transactions are made in TTD. Major credit cards are accepted, as well as traveler’s cheques, in most mid-range to upper class establishments. There are ATM’s in the main towns.
High season occurs in the dry season, when you should expect prices to go up, especially during Carnival (either February or March). Nevertheless, Trinidad & Tobago remains one of the least expensive destinations in the Caribbean, which makes it a good choice for independent travelers.
Driving: Citizens from USA , Canada and some European countries can use their home driver’s license; otherwise, an International Driving Permit is required. Driving is on the left. You must be 25 or older and hold a driving license for at least 2 years to rent a car.
Visas: Citizens from USA, Canada and most European countries do not need visas.
Health: No vaccination is required. Risk of dengue fever; it is advisable to bring insect repellent, particularly during the wet season.
Time Zone: GMT/UTC -4 (Atlantic Time).
Contributors
August 08, 2005 change by reen
August 08, 2005 change by xonkas
Currency
The local currency is the Tinidad Dollar (TTD)
___________Getting Around
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There are four types of public transportation in Trinidad and Tobago - buses, maxi taxis, route taxis and private taxis - which can be, at first glance, difficult or confusing to use.
A mix of all four can get you almost anywhere on the islands, apart from some remote rural areas (or even late night trips), for which renting a car is the only alternative. The first three are relatively cheap but not always the fastest option.
For travelling between the islands you can opt for the fast ferry, which is quick (the trip takes around 2 and a half hours) and very economical, or by plane which is faster (less than 30 minutes) and more comfortable though a bit more expensive.
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August 06, 2005 change by xonkas
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Car
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If your time is limited and if you wish to explore the islands in depth, then the best option is renting a car. There are several international car rental companies as well as local ones. Prices start at around 35 USD per day for a small car but will be higher during the peak season (and, obviously, for larger or more luxurious vehicles). Daily rates are reduced for periods of one week or longer (prices for one week start at around 225 USD). These prices may or may not include CDW (collision damage waiver). It should also be noted that drivers under the age of more..
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Ferry
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There is a regular car/passenger service linking Trinidad (Port of Spain) and Tobago (Scarborough). Sometimes this trip may be quite rough due to strong currents.
Further information (prices, timetables, etc.) can be consulted in Trinidad & Tobago official tourist website.
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url: www.visittnt.com
Maxi Taxi
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These are minibuses transporting up to 25 people. They have set routes and meeting points and standardized fares; however, they have no fixed timetable. Maxi taxis have a colour code according to the area they serve. Tickets’ prices range from 2TTD to 7TTD.
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tel: 675 1708
address: 11 spencer rd san juan trinidad
email: onlykaotik@yahoo.com
Route Taxi
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These are similar to maxi taxis, except they transport up to 5 passengers and don’t have set meeting points, though you’ll find that they usually gather in some of the busier areas and won’t leave until they’re completely full. Since they have fewer passengers, they are quicker than maxi taxis and a bit more expensive. Note that they have H number plates, which is the only feature that distinguishes them from private cars (these have P number plates).
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Plane
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Tobago Express, an affiliate of BWIA (British West Indies Airlines) is the main airline linking Trinidad (Port of Spain’s Piarco Airport ) and Tobago (Crown Point Airport). It runs several flights a day at around 200 TTD (+/- 32 USD) per person return (tickets should be booked in advance during the peak season).
For further information consult the Tobago Express service’s website.
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url: www.tobagoexpress.com
__________Economy
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Economy—overview: Trinidad and Tobago has earned a reputation as an excellent investment site for international businesses. Successful economic reforms were implemented in 1995 and foreign investment and trade are flourishing. Unemployment - a main cause of the country's socio-economic problems—is high but has decreased to its lowest point in five years. The country enjoys a healthy trade surplus yet its heavy dependence on oil and petrochemical prices makes its trade balance vulnerable to sudden shifts. Tourism is a major foreign exchange earner with 260 000 arrivals in 1995 80% from Europe.
GDP: purchasing power parity—$13.2 billion (1996 est.)
GDP—real growth rate: 3.1% (1996 est.)
GDP—per capita: purchasing power parity—$10 400 (1996 est.)
GDP—composition by sector:
agriculture: 2%
industry: 45%
services: 53% (1995 est.)
Inflation rate—consumer price index: 3.4% (1996)
Labor force:
total: 404 500
by occupation: construction and utilities 13% manufacturing mining and quarrying 14% agriculture 11% services 62% (1993 est.)
Unemployment rate: 16.1% (December 1996)
Budget:
revenues: $1.7 billion
expenditures: $1.6 billion including capital expenditures of $243 million (1997 est.)
Industries: petroleum chemicals tourism food processing cement beverage cotton textiles
Industrial production growth rate: 7.5% (1995)
Electricity—capacity: 1.15 million kW (1995)
Electricity—production: 3.9 billion kWh (1995)
Electricity—consumption per capita: 3 068 kWh (1995)
Agriculture—products: cocoa sugarcane rice citrus coffee vegetables; poultry
Exports:
total value: $2.5 billion (f.o.b. 1996)
commodities: petroleum and petroleum products chemicals steel products fertilizer sugar cocoa coffee citrus flowers
partners: US 48% Caricom countries 15% Latin America 9% EU 5% (1994)
Imports:
total value: $2.1 billion (c.i.f. 1996)
commodities: machinery transportation equipment manufactured goods food live animals
partners: US 48% Venezuela 10% UK 8% Germany Canada (1995)
Debt—external: $1.9 billion (1996 est.)
Economic aid:
recipient: ODA $10 million (1993)
Currency: 1 Trinidad and Tobago dollar (TT$) = 100 cents
Exchange rates: Trinidad and Tobago dollars (TT$) per US$1—6.2840 (January 1998) 6.2503 (1997) 6.0051 (1996) 5.9478 (1995) 5.9249 (1994) 5.3511 (1993)
Fiscal year: calendar year
_____________Health
Before setting off, you might want to check the illnesses described below that occur here. The information is from the CDC and should be pretty accurate, but if you really think you have something, go see a doctor. If you're not sure where to find good medical attention, check with a the nearest international hotel, they are usually in the know (though the facilities they refer to might charge you a little bit more)
Rabies
A dangerous and possible deadly disease, can be contracted from a wild animal to a human w/ a single bite. Please when visiting do not touch animals that do not seem tamed.
_________Festivals
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Numerous festivals are conducted in Trinidad and Tobago, many of which are based on African and Indian traditions and religions.
These include Hosay, Pagwah or Holi, Divali, Eid-Ul-Fitr, Corpus Christi and Easter and many more. The most famous currently is Carnival.
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August 05, 2005 change by xonkas
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Carnival
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Music, dance, fun and excitement bring together both locals and tourists in what is said to be one of the most important and heated events taking place in Trinidad & Tobago; in fact, it’s one of the country’s main highlights, attracting people from all over the globe.
Carnival celebrations begin right after Christmas and culminate in the two days preceding Ash Wednesday. They include non-stop large open-air parties or concerts (fetes), parades, theatrical performances, costume displays and contests and, of course, the national music, more..
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url: www.visittnt.com
:::::::::Chaguaramas Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
This is the main place for sailors to come after the ocean crossing, great port facilities at quite cheap prices. Try the short journey along the Macueripe Mail Road and stop to walk in the bamboo cathedral. Much photographed, this stretch of the rain forest has bamboo lining the road and forming a gothic arch. Further along is the beach, overlooking the North, it is a calm swimming area which is empty during the week but popular with locals at the weekend. The town has a big party in january. There are dozens of steelband groups that are in town.
:::::::::
Curepe Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
Curepe is centred around the junction between the bus route and the main road, not a great deal to see or do there, just the usual shops and KFC! Tho the view of the mountains is pretty impressive in some places!
:::::::Debe Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
Debe is a linear town, strung out along the SS Erin Road about midway from the 'second city' of San Fernando to Siparia, and located in the island of Trinidad (West Indies). It is rapidly developing, and despite being primarily known for agricultural production, has now developed a reputation as a vibrant and expanding commercial area. Property values have risen in past years and many new businesses have opened along the main road SS Erin Road including insurance companies, fast food outlets, entertainment centres etc.
Debe has been traditionally an 'Indian' area where descendents of Indian immigrants settled, but with the introduction of low cost housing schemes by the Government, there has been a small explosion in the population size in recent years. Labour is not confined to agricultural production, Debe has given Trinidad fine young professionals in nearly every field of work.
The reputation of Debe is firmly cemented in it's famous 'doubles', a delicious curry made from chick peas and served sandwiched between two small round and soft flour chappatis. These are sold in roadside stalls in the central hub, an area known to locals as 'Bara Plaza'. The round chappatis in the 'doubles' are known as 'bara'. Also famous for 'aloo pies' and other delicious delicacies, people drive from all over the island of Trinidad to Debe to purchase these popular and savoury items. It is not unusual to find Trinidadians taking along their foreign visitors to sample the unique cuisine.
The area is administered to by the Penal/Debe Corporation, a branch of the Local Government Ministry.
Part or or all of this text stems from the original article at: Mohan Ramcharan - resident of Debe
::::::::::Diego Martin Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
Diego Martin is a town in northwestern Trinidad , just west of the capital Port of Spain and east of Carenage . It is a densely populated area nestled in a valley of the Northern Range . It was named after a Spanish explorer Don Diego Martín. The area was first settled by French planters and their slaves in the 1780s . It consists of a cluster of villages including Congo Village, Diamond Vale, Green Hill, Patna Village, Petit Valley, La Puerta, Rich Plain, River Estate and Sierra Leone. " Patna " reflects the settlement of Indo-Trinidadian indentured labourers , while " Congo " and " Sierra Leone " refer to free African indentured labourers. Places to visit include the historical Waterwheel and the Blue Range waterfalls.
The town area is administered by the Diego Martin Regional Corporation .
Part or or all of this text stems from the original article at: http://wikepedia.com
::::::::::.Port of Spain Travel Guide
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Las Cuevas Beach
Las Cuevas Beach
Best Of Trinidad And Tobago . com
Capital city of the Republic of Trinidad and Tobago.
Located on the western tip of the island of Trinidad, between the rainforests and mountains of the Northern Range and the Gulf of Paria, Port of Spain is the country’s cultural, commercial and governmental centre.
A busy, vibrant city with something for everyone, while still retaining the relaxed pace of Trini life. Head to Club Coconuts for a night of rum and wining, or to Frederick St for some shopping, or just take a stroll around the Savanna.
Also you can get the boat round the islands or to Tobago from the port.
:::::::::::Princes Town Travel Guide
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Princes Town is a town in south Trinidad. Originally founded as the Amerindian Mission of Savana Grande, the town was renamed after the 1880 visit by Queen Victoria's grandsons, Prince Albert and Prince George (later King George V).
Princes Town is located in south-central Trinidad, east of San Fernando, west of Rio Claro and north of Moruga. The town of Princes Town is the seat of government for the Princes Town Regional Corporation, and was formerly the seat of the County of Victoria. Consequently, it serves as the major administrative and commercial centre for a substantial area of south Trinidad.
:::::::::St.Augustine Travel Guide
Edit This The best resource for sights, hotels, restaurants, bars, what to do and see
St. Augustine is home to the University of the West Indies, and is generally known as the "school capital" of Trinidad and Tobago. The city boasts lots of night life activities, if you know your way around! There is also the traditional "doubles" (local dish made of channa and "bara"), just ask for "The Original Sauce" who has been around since forever! The only known hotel in this area though is Emerald Plaza, located on the Eastern Main Road.
:::::::::Tobago Travel Guide
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Little Tobago Island
Little Tobago Island
xonkas
The smaller fish-shaped island of Tobago (14km by 41km) is located northeast of Trinidad between the Atlantic Ocean on the south (windward coast) and the Caribbean Sea on the north (leeward coast).
Considered by some as the jewel of the Caribbean, Tobago is perhaps one of the few unspoiled Caribbean islands where tourism development is still limited. You won’t find large resorts, big shopping malls or fancy restaurants here. Instead, you’ll be usually presented with lovely small fishing villages with one or two supermarkets and restaurants, a rum shop and some guesthouses. The most developed areas are gathered on the southwest tip, around Crown Point, where the airport is located and where you’ll be able to find larger hotels and a greater choice of restaurants, bars and shops. Another busy spot is the island’s bustling capital and port, Scarborough, situated further on the windward coast. The rest of the island remains mainly undeveloped, allowing the visitor to feel and experience its relaxed, slow-paced way of life and simply lime (local expression that means hanging out and chatting).
Tobago’s highlights include a wide variety of splendid and secluded beaches and bays; beautiful coral reefs; dense and lush vegetation to the interior - in what is known to be the oldest protected rainforest reserve of the western hemisphere - and on Little Tobago Island; fascinating fauna and flora, both marine and terrestrial; excellent cuisine; and also the friendliest of friendly people.
Visitors may simply relax on the beach and enjoy the sea, sand and sun or choose to engage in plenty of activities: turtle and bird watching; snorkelling and scuba diving; hiking and exploring the forest and its hidden trails and waterfalls; discovering remote villages and admiring the superb views along the coast; or having a blast at Sunday School, a large open-air party held every Sunday night at Bucco Beach. If you’re looking for much more than this, you’ll probably be in for a disappointment. But if you’re willing to “go with the flow” and embrace the island’s traditions and nature, you’ll simply love Tobago.
___________Day Trips
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Little Tobago Island
Little Tobago Island
xonkas
Contributors
August 11, 2005 new by xonkas
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Little Tobago
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Little Tobago Island
Little Tobago Island
photo by: xonkas
Also known as Bird of Paradise Island, Little Tobago is a small uninhabited island located just in front of Speyside on the east coast of Tobago. It is a protected bird sanctuary - in fact, it is one of the most important seabird sanctuaries in the Caribbean - where David Attenborough filmed his famous BBC documentary, Trials of Life. Here, species like the frigate bird, the red-billed tropic bird, the brown boobies and the bridled terns can be viewed in their natural habitat. Being ideal for bird watchers and nature more..
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______________Beaches
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i
Tobago has many splendid palm-tree lined beaches, though not as spectacular as other Caribbean ones. However, most of them are practically deserted - especially the ones in the north - and you may find yourself on the beach with only a couple of fishermen or some children playing by the water. The most popular beaches, mainly frequented by locals, have life-guards, changing rooms and some bars, but you’ll never have an unattractive tower block in sight.
Beaches on the leeward coast (Caribbean) are usually small bays surrounded by dense vegetation. They often have calm, transparent waters - ideal for swimming and snorkelling - and light coloured sand, ranging from various shades of gold to coral white.
Beaches on the windward coast (Atlantic) have elongated, wave-beaten shores and darker volcanic sand. Swimming here is not as relaxing as on the Caribbean side, as there may be some currents.
Water temperature is always very pleasant, varying between 26º C and 30º C, depending on the season.
Contributors
September 15, 2005 change by xonkas
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Englishman's Bay
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Caribbean Coast.
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Man O'War Bay
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Charlotteville, Man O War Bay
Charlotteville, Man O War Bay
photo by: R.King
Caribbean Coast.
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Castara Bay
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View of Castara Bay
View of Castara Bay
photo by: xonkas
Castara Bay, on the Caribbean coast, is divided into two bays – Big Bay, just in front of Castara Village, and Little Bay, more secluded and great for snorkelling. Both are surrounded by lush vegetation.
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Buccoo Bay
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Caribbean Coast.
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Little Rockly Bay
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Atlantic coast.
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Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Trinidad_e_Tobago
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Trinidad_e_Tobago&action=history
Trinidad e Tobago
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Trinidad e Tobago
Motto: Together we aspire, together we achieve (Traduzione: Insieme aspiriamo, insieme otteniamo)
Informazioni
Nome completo:
Trinidad e Tobago
Nome ufficiale:
Republic of Trinidad and Tobago
Capitale:
Port of Spain (49.000 ab. / 2000)
Anni dalla fondazione:
{{{anninumero}}}
Politica
Capo di stato:
George Maxwell Richards
Capo di governo:
Patrick Manning
Ingresso all'ONU:
18 settembre 1962
Area
Pos. nel mondo:
163°
% delle acque:
trascurabile %
Popolazione
Totale:
1.104.209 ab. (2001)
Pos. nel mondo:
151°
Geografia
Fuso orario:
UTC -5
Economia
Valuta:
Dollaro (Trinidad e Tobago)
Energia:
Varie
TLD:
.tt
Prefisso tel.:
+1-868
Sigla autom.:
TT
Inno nazionale:
Forged From The Love of Liberty
Festa nazionale:
Trinidad e Tobago è una nazione (5.128 km², 1.104.209 abitanti, capitale Port of Spain) insulare dell'America centrale caraibica. Confina a
- nord: Mare Caraibico
- est: Oceano Atlantico
- sud: Canale di Colombo
- ovest: Golfo del Paria
Il Trinidad e Tobago è una repubblica. La lingua ufficiale è quella inglese; parlati anche l'hindi, lo spagnolo e il francese.
Indice
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Storia
Le isole furono scoperte da Cristoforo Colombo nel 1498, divenendo dominio spagnolo fino agli inizi del XIX secolo, quando entrarono a far parte delle colonie inglesi: Trinidad nel 1797 e Tobago nel 1802. Le due isole vengono unite in un'unica colonia nel 1888. Le elezioni del 1956 vedono vincitore Eric Williams, fondatore del Movimento Nazionale del Popolo (PNM). Nel 1958 entrarono a far parte della Federazione delle Indie Occidentali, che abbandonarono nel 1961, divenendo indipendenti nell'agosto del 1962. La repubblica fu proclamata il 1° agosto 1976.
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Geografia
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Posizione geografica
Situato al largo del Venezuela, di fronte al delta dell'Orinoco.
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Morfologia
L'isola di Trinidad è la più grande (4.820 km²) e la più importante.
Dista solo 15 km dalla costa venezuelana, nel punto in cui si apre il Golfo di Paria, nella parte occidentale dell'isola.
Parallelamente alla costa orientale corre una catena montuosa di modesta altitudine, la Northern Range, che raggiunge un'altitudine massima di 940 m con il monte Aripo.
Il resto dell'isola è completamente pianeggiante. Più montuosa è invece l'isola di Tobago (303 km²), situata a 30 km circa a nord-est di Trinidad.
È dominata dal Main Range (566 m). Dal punto di vista geologico le isole si ricollegano ale vicine catene del Venezuela, infatti ne rappresentano la naturale continuazione; sono costituite da formazioni sedimentarie mesozoiche, in prevalenza calcaree, con depositi del cenozoico.
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Idrografia
La modesta estensione del territorio non permette uno sviluppo idrografico. I corsi d'acqua, pur numerosi e ricchi d'acqua, hanno un corso molto breve.
Il fiume principale è il Caroni, seguito dall'Ortoire e dall'Oropuche
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Clima
Le isole hanno un clima nettamente subequatoriale con temperature medie costantemente superiori ai 27° C, debolissime le escursioni termiche.
Le precipitazioni annue superano i 2.000 mm nella parte orientale delle isole, in quanto esposte costantemente ai venti alisei.
Meno piovose le parti occidentali, con circa 1.300 mm annui.
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Temperatura e precipitazioni
Trinidad e Tobago
Temperature e precipitazioni mensili
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Geografia umana
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Popolazione
Densità: 215 per km²
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Etnie
Asiatici 40%, neri, 40%, meticci 19%, bianchi e cinesi 1%.
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Religione
Cattolici 30%, indù 24%, protestanti 18%, anglicani 11%, musulmani 5%, atei e agnostici 5%, rastafariani 4%, altro 3%.
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Geografia politica
L'isola di Tobago ha uno status separato con capoluogo Scarborough, mentre Trinidad è divisa in 6 contee
Trinidad e Tobago: contee (Stime del 1987)
Contea
Superficie
km²
Abitanti
Densità
Caroni
552
167.300
303
Nariva-Mayaro
906
33.200
37
Saint Andrew-Saint David
943
57.800
61
Saint George
925
522.600
565
Saint Patrick
676
140.100
207
Victoria
818
251.800
308
Tobago
303
44.300
146
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Geografia economica
Prodotto Nazionale Lordo: 4.250$ pro capite (102° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: 294 milioni di $.
Inflazione: 3,6%.
Disoccupazione: 16,00%. Punti di forza. Produttore di petrolio e gas. Esportazioni di metanolo, ammoniaca, ferro e acciaio. Turismo. Punti di debolezza. Insufficiente diversificazione. Vulnerabile alla variazione dei prezzi petroliferi. Alto tasso di disoccupazione.
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Risorse
Produzione di energia elettrica: 1.200.000 kw.
Pesca: 12.805 tonnellate.
Petrolio: 140.530 b/g.
Allevamento: capre 59.000, bovini 39.000, suini 28.000.
Minerali: petrolio, gas naturale, asfalto, carbone, gesso, ferro. Agricoltura Allevamento Pesca Risorse minerarie Il petrolio e il gas naturale sono le risorse principali. Industria
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Trasporti
Guida a sinistra. Rete stradale: 4.000 km.
Rete autostradale: nessuna.
Rete ferroviaria: nessuna.
Rete navigabile: nessuna. Flotta: 51 navi (18.500 tsl). Aeroporto internazionale: Piarco International di Port of Spain.
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Turismo
1 visitatore l'anno ogni 4 abitanti. Provenienza: USA 37%, Canada 13%, Regno Unito 11%, altri 39%
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Esportazioni
USA 53%, Giamaica 9%, Francia 6%, Guyana 4%, Regno Unito 4%, altri 34%.
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Importazioni
USA 45%, Venezuela 11%, Germania 6%, Regno Unito 6%, Colombia 6%, altri 26%.
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Cultura
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Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 98%.
Studenti universitari: 7.249.
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Istruzione
Obbligo scolastico fino a 12 anni.
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Sanità
Sistema sanitario pubblico.
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Ambiente
Il 4,0% del territorio è protetto.
Grave la situazione per quanto riguarda l'inquinamento da petrolio, che spesso fuoriesce dalle cisterne inquinando le coste.
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Flora
Trinidad è largamente coperta da piantagioni, le dense foreste pluviali sono ormai un ricordo e possono essere ritrovate solo a Tobago.
Qui crescono il mango, il tamarindo e l'albero del pane.
Lungo le coste si possono trovare paludi e lagune, con mangrovie.
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Fauna
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Arte
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Architettura
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Pittura e scultura
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Letteratura
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Poesia
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Romanzo
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Teatro
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Musica
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Politica
È uno stato indipendente nell'ambito del Commonwealth (1962), divenuto repubblica nel 1976. Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei ministri, presieduto dal primo ministro.
Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento composto da due camere: Senato (31 membri) e Camera dei Rappresentanti (36 membri).
I senatori sono nominati dal presidente, in parte su designazione del primo ministro e in parte del leader dell'opposizione.
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Politica interna
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Politica estera
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Sport
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Calcio
La nazionale di calcio di Trinidad e Tobago ha ottenuto la sua prima e storica qualificazione ai Mondiali di Germania 2006 grazie alla vittoria nello spareggio contro il Bahrain (1-1 a Port of Spain e 1-0 a Manama). Alla prima partita nei mondiali di Germania 2006 ha ottenuto un insperato pareggio di 0-0 contro la Svezia. Ha però poi perso le altre due partite con Inghilterra e Paraguay (entrambe col risultato di 0-2) tornando a casa con un punto ma senza segnare reti.
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Atletica
La nazione caraibica ha dato i natali al quattro volte medaglia olimpica Ato Boldon. Nato il 30 dicembre 1973 a Port of Spain, emigra negli Stati Uniti dove giocherà a calcio con discreti risultati fino al 1990. Nel 1992 prende parte alle olimpiadi di Barcellona, senza vincere nessuna medaglia, medaglie che arriveranno 4 anni dopo ad Atalana (2 di bronzo nei 100 mt e 200 mt) e 8 anni dopo a Sydney: argento nei 100 mt e bronzo nei 200 mt.
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Collegamenti esterni
- Scheda di Trinidad e Tobago dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI
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Altre voci
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Città
Con una "m" sono indicate le città con uno status di municipio.
- Arima (m)
- Bonasse
- California
- Cantaro
- Carenage
- Chaguanas (m)
- Charlotteville
- Couva
- Curepe
- Débé
- Fullarton
- Fyzabad
- Guaico
- Guayaguayare
- La Brea
- Matelot
- Moriah
- Moruga
- Morvant
- Palo Seco
- Plaisance
- Plymouth
- Point Fortin (m)
- Port of Spain (m) - capitale
- Princes Town
- Redhead
- Rio Claro
- Roxborough
- Salibea
- Saint Joseph
- San Fernando (m)
- Sangre Grande
- Scarborough
- Siparia
- Toco
- Tabaquite
- Tunapuna
- Valsayn
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Montagne
- Aripo (940 m)
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Fiumi
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Mari
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